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[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« il: Maggio 18, 2015, 12:55:04 »
Riguardo alla schiavitù ci sarebbe molto da dire. Forse è bene cominciare da quella "Americana" poiché buona parte di quelle precedenti sono quasi considerate un prodotto dei tempi, un fenomeno umano "normale", mentre negli U.S.A. ci fu contemporaneamente il protrarsi del fenomeno, non più diffuso in Europa (non ufficialmente) e la rottura violenta, spinta da motivi ben diversi.

Cosa sia la schiavitù e superfluo dirlo, come fosse quella a stelle e strisce (che poi, invece, sotto le stelle e sotto le strisce non ci fu più) è spiegato in questo libro, che non è un saggio, non è un testo moderno sviluppato sulla base di ricerche attuali, bensì una biografia parziale dell'autore.





Un uomo vive libero, ha una famiglia ed una vita. Ha i suoi problemi, cerca di farvi fronte. Questo uomo viene rapito e ridotto in schiavitù. Ovviamente si ribella, anche ferocemente. Tenta di tutto, tutto ciò che vi viene in mente, ma non c'è nulla da fare, non sfugge al suo destino. Nelle trame di un testo dallo stile un po' arcaico, dall'espressione emotiva solo parziale, dalle tinte sempre ingentilite si cela una grande esperienza.

Violenza, arroganza, dolore possono essere descritte in modo mansueto, ma colpiscono. Ci sono passaggi che mi hanno veramente attorcigliato la gola per l'emozione e, in generale, quanto descritto vale la pena di essere letto, anche se avete già visto il film.

Consigliato.
« Ultima modifica: Maggio 18, 2015, 15:14:50 da Caramon77 »
Per lui ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser più ricatturato.


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Re:[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« Risposta #1 il: Giugno 15, 2015, 03:26:11 »
Ne ho sentito parlare, tramite il film. In rete si leggono recensioni molto positive di questo libro, e sarebbe da mettere in wishlist, in effetti..
ma quale edizione è la migliore, tra Garzanti e Newton? Quest'ultima è un'insidia vivente..
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Re:[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« Risposta #2 il: Giugno 15, 2015, 08:59:32 »
La mia Newton non è male, pochi refusi, pochi arcaismi.
Per lui ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser più ricatturato.


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Re:[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« Risposta #3 il: Giugno 15, 2015, 09:29:28 »
sembra che la Gag l'abbiano mandata a quel paese.. ciò è positivo.
Però, a guardare in anteprima, a dire il vero, ho trovato il testo pesante, tedioso, artificioso.. ho l'impressione che il traduttore  abbia ricercato l'estetica del testo, più che a badare a renderlo scorrevole.
Poi, vorrei sapere che cavolo è quel "zio Tomaso schiaffato nella nota introduttiva.. :sarcastic:
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Re:[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« Risposta #4 il: Giugno 16, 2015, 08:26:44 »
Che sia un antesignano dello Zio Sam?

Riguardo allo stile pensa che io di norma non sopporto testi estetici, arzigogolati, difficili. Questo, però, l'ho letto tranquillamente.
Per lui ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser più ricatturato.


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Re:[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« Risposta #5 il: Giugno 16, 2015, 10:27:06 »
Visto che le anteprime sono effettivamente molto utili, proviamo a confrontare un paragrafo dell'una e dell'altra edizione con l'originale :)

- Versione originale -

Having been born a freeman, and for more than thirty years enjoyed the blessings of liberty in a free State - and having at the end of that time being kidnapped and sold into Slavery, where I remained, until happily rescued in the month of January, 1853, after a bondage of twelve years - it has been suggested that an account on my life and fortunes would not be uninteresting to the public.

- Newton & Compton -

Poiché la mia è la storia di un uomo nato in libertà, che poté godere dei benefici di tale condizione per trent'anni in uno Stato libero e che fu poi rapito e venduto come schiavo e tale rimase fino al felice salvataggio avvenuto nel mese di gennaio del 1853, dopo dodici anni di cattività, mi è stato suggerito che queste mie vicissitudini potrebbero rivelarsi molto interessanti per il grande pubblico.

- Garzanti -

Sono nato libero, e per più di trent'anni ho goduto della benedizione della libertà in un libero stato. Dopo tale periodo sono stato rapito e venduto come schiavo, e schiavo sono rimasto fino al mese di gennaio del 1853, quando sono stato felicemente riscattato dopo una prigionia di dodici anni. Ora mi è stato suggerito che il resoconto della mia vita e della mia sorte potrebbe riuscire interessante per il pubblico.

Prime impressioni.

Il traduttore Newton sembra voglia con forza esprimersi in italiano con la stessa sintassi utilizzata dall'autore in lingua inglese, con il risultato che, a mio avviso, tutta la prima parte sembra quasi una grande corsa verso la fine. Nel paragrafo Garzanti, invece, tutte le informazioni riferite in primis dal protagonosta sono comunicate in modo chiaro e sintetico; non c'è enfasi in nessuna informazione in particolare. In più, anche se il traduttore si discosta in qualche modo dall'originale, quel "sono nato libero", invece di "Poiché la mia è la storia di un uomo" bla bla bla (periodo che tende a incartarsi), dà alla frase un imprinting più diretto verso il lettore.

In buona sostanza, a mio parere, la fedeltà al testo originale non necessariamente si deve esprimere "copiando" la sintassi. Ciò che è realmente importante, è il "succo" del discorso che deve essere trasferito dalla lingua di partenza a quella di destinazione.

Ognuno è libero di scegliere la traduzione che preferisce, ma io personalmente, a pelle, gradisco di più la sintesi verbale. E quindi, se dovessi acquistare, sceglierei la versione Garzanti :)

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Re:[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« Risposta #6 il: Giugno 16, 2015, 13:06:45 »
Che sia un antesignano dello Zio Sam?

Eh! Sì! Già! La famoserrima capanna dello zio Sam...
 :rotfl:

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Re:[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« Risposta #7 il: Giugno 16, 2015, 21:26:08 »
Avrei solo una noterella sulla traduzione Newton Compton, alla fine del brano citato.

L'understatement, nell'originale, del narratore che si presenta - gli è stato suggerito che il suo  resoconto "would not be uninteresting to the public" - si trasforma in autopubblicità insistita: "queste mie vicissitudini potrebbero rivelarsi molto interessanti per il grande pubblico" (grassetti aggiunti). Oops! :smile:

Edit: rileggendomi, per chiarezza ho cambiato qualche parola. Oops a me! :shame:
« Ultima modifica: Giugno 16, 2015, 23:27:02 da lori »

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Re:[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« Risposta #8 il: Giugno 17, 2015, 08:50:07 »
Che sia un antesignano dello Zio Sam?

Eh! Sì! Già! La famoserrima capanna dello zio Sam...
 :rotfl:

Ok sono un cretino...
Per lui ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser più ricatturato.


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Re:[RECENSIONE] 12 anni schiavo - Solomon Northup
« Risposta #9 il: Giugno 17, 2015, 12:08:01 »
ma no dai!!
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