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Perchè dovremmo preferire un reader ad un tablet? Cosa si cela sotto il vetro? Qual è la magia?

In questo topic tratteremo della tecnologia eInk "ufficiale" e, a latere, delle tecnologie alternative. Riguardo ciò consiglio anche la lettura di questo post di Indy.

Consiglio anche la lettura dell'articolo di wikipedia qui da cui prenderò alcune delle immagini.
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Cos'è un display ad inchiostro elettronico : è un display che usa inchiostro vero, pertanto la parola "elettronico", spesso associata a "surrogato" non ha, qui l'accezione negativa che potrebbe avere. Vediamo come funziona :


"Electronic paper (Side view of Twistball)" di Tosaka - Made by Uploader (Ref:日本画像学会編、面谷信監修、『電子ペ-パー』、東京電機大学出版局、2008年6月20日第1版第1刷発行、ISBN 9784501326401). Con licenza CC BY 3.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Electronic_paper_(Side_view_of_Twistball).PNG#/media/File:Electronic_paper_(Side_view_of_Twistball).PNG


Abbiamo delle sfere di inchiostro nero e bianco, caricate elettricamente, che reagiscono a campi elettrici generati posizionandosi in modo opportuno a "disegnare" ciò che vogliamo. In verità l'articolo su Wikipedia.it è semplicistico e lacunoso, dobbiamo rifarci anche a questo articolo, https://en.wikipedia.org/wiki/E_Ink per capire meglio.

Non pensiamo a una sfera per metà piena di inchiostro caricato positivamente e per metà piena di inchiostro caricato negativamente. Pensiamo ad una sfera piena di microsfere solo nere e solo bianche.


"Electronic paper (Side view of Electrophoretic display)" by Tosaka - Own work by uploader (Ref:NIKKEI ELECTRONICS 2008.12.29 Issue Page.69). Licensed under CC BY 3.0 via Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Electronic_paper_(Side_view_of_Electrophoretic_display).PNG#/media/File:Electronic_paper_(Side_view_of_Electrophoretic_display).PNG

Sono le microsfere ad essere caricate elettricamente e a reagire. Ecco che se vogliamo un punto nero potremo richiamare verso il lettore l'inchiostro nero. Le microsfere sono immerse in una soluzione viscosa che tende a tenerle in posizione fino alla prossima azione del display. Per questo motivo fino a quando non si cambia "disegno" (pagina stampata, ad esempio) il display non consuma nulla. Per questo motivo possiamo tenere la copertina del libro come immagine di standby senza consumare nulla.

La tecnologia ha i suoi limiti, non è molto veloce, nè particolarmente adatta alla visualizzazione dei colori, pur esistendo display a colori.

Trovo superfluo indicare le varie versioni dei display, è facile reperirne le specifiche, quello che conta è ciò che scriviamo di seguito.

Perché dovrei preferire un display ad inchiostro elettronico : Il motivo principale non è il grande risparmio energetico che permette, ai reader, di funzionare per settimane senza ricarica. Non è nemmeno legato alla leggerezza, o a doti di risoluzione o nitidezza, oggi assai sviluppate, ma non granché superiori a quelle di un tablet (ci sarebbe un lungo discorso da fare sul rapporto tra punto-pixel-diodo, ecc...).

Il motivo vero per cui andrebbe preferito tale display è che non è "l'altro". Non è un LCD. Non è un OLED. Non richiede retroilluminazione, anzi, essa non funzionerebbe proprio. I primi device non erano illuminati, si usava la luce d'ambiente per leggere e all'aperto erano (come sono oggi i nuovi modelli) semplicemente perfetti. Provate a leggere su un LCD sotto il sole poi mi dite come vi trovate. Ieri era ancor più difficile, oggi si può, ma a prezzo di una fortissima retroilluminazione.

Osservando un eInk i vostri occhi osservano inchiostro. La luce che li colpisce è quella riflessa, quella che li colpirebbe guardando una pagina stampata, cosa che, in fondo, è.

Al momento mi fermo qui, altro in altri post, in modo da facilitare la scomposizione della tematica.
« Ultima modifica: Settembre 30, 2015, 09:03:48 da Caramon77 »
Per lui ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser più ricatturato.


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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #1 il: Settembre 29, 2015, 17:54:55 »
Due domande da neofita  :clap:

1) chi è stato l'inventore e commercializzatore di questa tecnologia?
2) Mi pare che il progetto e-ink a colori si sia di fatto arenato. Peccato.. anche la stampa usa ormai i colori.. riusciranno i nostri eroi o rimarrà un sogno?
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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #2 il: Settembre 29, 2015, 17:56:33 »
Perché si tende ad associare l'inchiostro elettronico all'azienda eInk : perché è il prodotto più diffuso e di migliore qualità. La marca indicata (il cui significato è electrophoretic ink), praticamente non ha rivali.

Tra le proposte alternative era particolarmente interessante quella di "Plastic Logic", azienda di Dresda che propose display flessibili, per ovviare ad uno dei più gravi difetti degli "ePaper" ovvero la delicatezza.

Ci sono poi state altre proposte, anche di discreto successo, una su tutti SiPix, che equipaggiò alcuni reader, ma essendo oggi incorporata in eInk non ha più prodotti distinti. SiPix era tecnicamente inferiore, fornendo un minore contrasto, ma economicamente conveniente ed adottata, per esempio, da Asus per un reader di ampie dimensioni, il DR900 da 9 pollici:



Non credete al bianco che più bianco non si può... era ben diverso :



meglio? Si, ma non era nemmeno così... eccolo davvero :

Per lui ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser più ricatturato.


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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #3 il: Settembre 29, 2015, 18:00:45 »
Chi ha inventato i display ad inchiostro elettronico :

Riporto da Wikipedia :

Electronic paper was first developed in the 1970s by Nick Sheridon at Xerox's Palo Alto Research Center.[5] The first electronic paper, called Gyricon, consisted of polyethylene spheres between 75 and 106 micrometers across. Each sphere is a janus particle composed of negatively charged black plastic on one side and positively charged white plastic on the other (each bead is thus a dipole).[6] The spheres are embedded in a transparent silicone sheet, with each sphere suspended in a bubble of oil so that they can rotate freely. The polarity of the voltage applied to each pair of electrodes then determines whether the white or black side is face-up, thus giving the pixel a white or black appearance

Ecco che la prima immagine, da me giudicata "errata" perché non rappresentativa dell'attuale tecnologia, torna buona. Le particelle "Janus" avevano, suppongo, grossi limiti nel rappresentare differenti toni di grigio, cosa che gli ePaper attuali possono fare.
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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #4 il: Settembre 29, 2015, 18:10:27 »
Come funzionano i display a colori : fondamentalmente essi non esistono, così come non esistono display LCD od OLED che siano veramente "a colori". O meglio potremmo dire che non esistono display (su device attualmente in vendita) in grado di far diventare un singolo "oggetto elettronico", un singolo punto fisico di un colore variabile a piacimento.

I display a colori ingannano l'occhio illuminando in uno spazio molto ristretto tre (o più, in certi casi) punti di tre colori diversi. La quantità di colore dei tre genera un solo punto in grado di assumere milioni di tonalità. In pratica non vediamo un punto violetto, ma un punto in cui rosso, verde e blu si fondono diventando violetto.

I display ePaper a colori non hanno saputo fare di meglio, infatti :


"Epd color" by Gerald Senarclens de Grancy - Own work. Licensed under CC BY 3.0 via Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Epd_color.svg#/media/File:Epd_color.svg

Stesso trucco.

In breve su ogni punto (retroilluminato, e parliamo di LCD, autoilluminato, e parliamo di OLED/AMOLED, fronteilluminato, e parliamo di display elettroforetici, ovvero eInk, ePaper, ecc...) viene applicato un filtro e tre punti (minimo, ma possono essere di più) ne generano uno a colori.

La densità estrema dei nuovi display LCD/AMOLED non ci permette di distinguere i punti (ma provate a far cadere una piccola goccia d'acqua sul display del telefono e li vedrete), mentre tale affollamento non è stato raggiunto nei display ad inchiostro elettronico che manifestano un crollo di risoluzione nella modalità a colori ed un intensità degli stessi piuttosto ridotta.
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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #5 il: Settembre 29, 2015, 20:40:35 »
Seguo con estremo interesse .. :good:

Un applauso a Caramon per come sta sviscerando questo argomento che penso entrerà fra i topic importanti del forum!
In ogni libro c'è almeno una frase per cui vale la pena leggerlo!

E-reader : Kindle Paperwhite 2015

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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #6 il: Settembre 30, 2015, 09:08:23 »
Vi ringrazio per l'interesse!!!!  :good: :good: :good:
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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #7 il: Settembre 30, 2015, 10:32:07 »
Quanto conta la risoluzione e cos'è la densità : Intuitivamente sappiamo tutti che un "disegno" (pertanto anche una serie di caratteri, perché, da quando sono state pensionate le macchine per scrivere, un carattere non è un oggetto univoco, ma un tratto, disegnato come qualunque altro oggetto grafico) viene realizzato, su carta, dal depositarsi dell'inchiostro che viene rilasciato dalla nostra penna, o matita, o dal pennello.

Differenti popoli hanno realizzato differenti simboli per il medesimo concetto, ma per tramandare tali segni ai posteri si è tutti d'accordo sull'uso di una superficie in grado di accogliere una grafia e, se possibile, preservarla nel tempo.


http://www.joyokanji.com/sites/default/files/HowCanIAcquire2.png

Ogni superficie ha dei limiti di "precisione" nell'accogliere la grafia. Tali limiti sono, talvolta, dati anche dallo strumento che appone la grafia sulla superficie.

Se prendiamo un foglio di carta assorbente e un pennello molto bagnato potremo apporre solo segni di ampie dimensioni. Se sulla stessa superficie utilizziamo una penna a sfera potremo apporre segni più piccoli. Se in una stampante fotografica utilizziamo carta fotografica "ad alta risoluzione", otteniamo segni e immagini molto definite. Se nella stessa stampante usiamo carta "comune" otteniamo una minor precisione, ovvero definizione.

Ecco che abbiamo introdotto il concetto di "definizione", ovvero la capacità di restituire all'occhio, oppure all'analisi di uno strumento, una grande precisione, distinzione, definizione appunto.

Che il destinatario del prodotto sia l'occhio umano, oppure uno strumento, abbiamo poi un limite "di utilità" nel salire di definizione. Può risultare, infatti, inutile realizzare una stampa ad una risoluzione fortemente superiore alla capacità della vista umana.

Il mondo tende a concentrarsi su standard comuni ed ecco che per una stampa DIN A4, ovvero una stampa universalmente considerabile di buona definizione, abbiamo deciso (e sperimentato) che alla distanza di 25cm l'occhio distingue, nello spazio di un millimetro 6 linee nere, ovvero 12 in tutto, tra le nere e le bianche che le separano. Non di più, con le ovvie differenze tra le persone.

E' possibile, ma poco utile, stampare una rivista A4 alla definizione di 120 linee per millimetro.

Se leggiamo un quoditiano abbiamo una superficie in grado di accogliere circa 90 linee per pollice. Ecco che arriva il pollice. Quanto è grosso un pollice? Precisamente 2.54cm. La carta comunemente usata per un quotidiano permette la stampa di circa 90 linee distinte per ogni pezzetto da 2 cm e mezzo. Ovvero circa 40 per centimetro. Ovvero circa 4 linee per millimetro.

Perdonate la dimensione della prossima immagine :


http://wallbasehq.com/images/bigest/1024x768_war-tanks-world-war-i-newspaper-wallpaper.jpg

Come vedete questo quotidiano (anzianotto, in verità) è mediamente definito, consente la lettura, ma ci accorgiamo che non è il massimo (ci sarebbe poi da considerare che abbiamo una serie di "lavorazioni" in più, la scansione, la presentazione sul monitor, ecc... ma per fare un esempio va bene così).

Le riviste sono più definite. I libri d'arte ancor di più.

Come "definiamo la definizione":

Abbiamo parlato di linee per pollice, un concetto abbastanza intuitivo. Non è però così che definiamo la "precisione" di tutte le superfici.

Non ci è mai saltato in mente di considerare la definizione di un quotidiano o di una rivista in termini di punti totali (possibili) sul lato lungo moltiplicati per i punti totali (possibili) sul lato corto. Al contrario siamo soliti definire una televisione HD come capace di 1920x1080 punti.

Il metodo comunemente usato per i display non ha molto significato, o meglio, non lo ha se non è nota la superficie su cui tali punti si distribuiscono. Pensate ad una scacchiera.


http://www.math.cornell.edu/~numb3rs/lipa/597px-Chess_Board.svg.png

Ha un numero definito di caselle, se abbiamo abbastanza pedoni per coprirle tutte possiamo divertirci a realizzare dei disegni  (fingiamo che le caselle non siano di differenti colori, ma neutre). E' però ovvio che se la scacchiera è molto piccola otterremo un disegno gradevole a un metro di distanza, se è molto grande, pur non cambiando il numero di punti, o pedoni, o caselle, la sensazione sarà differente.

Pertanto definire con i punti massimi verticali ed orizzontali la capacità "grafica" di una superficie è, come minimo, non corretto, perché non ci fornisce un dato realmente utile. Nel caso delle TV realizziamo un paragone con il pregresso e ci basta, ma non stiamo valutando correttamente la definizione del pannello.

Ecco che torna più utile rappresentare la definizione in punti verticali * punti orizzontali / superficie nota, ma non si fa perché diventeremmo matti a dire "è più definito un televisore 1920*1080 da 50 pollici oppure uno 1280x768 da 27 pollici?". Ci sono formule di conversione, ma... perché??

E' meglio cercare (se disponibile, se no ben vengano le formule) un dato che semplicemente mi dica "quanto è capace, in termini di definizione, quella superficie, presa un area standard uguale per tutti?".

Ecco che torniamo al pollice, che è l'area standard, ovvero 2,54cm, di diagonale, nel caso dei display. Ora possiamo fare paragoni, non in linee, ma, per motivi che, se volete, vedremo, in punti. Numero di punti che il display può visualizzare in un area avente una diagonale di un pollice.


http://img.gizmag.com/2014-smartphone-comparison-1-8.jpg?dpr=2&fit=max&h=530&w=530&s=9c506d1910d0e019ca82267f16076919

Gli smartphone in figura hanno display di dimensioni differenti, ma non ce ne frega nulla. La definizione è immediatamente comprensibile, grazie ai "punti per pollice" ovvero DPI o PPI (DOTS per inch, oppure POINTS per inch). Siamo certi che il telefono con più PPI è più definito.

Però. come abbiamo detto prima, è inutile realizzare un prodotto superiore alle capacità di fruizione dell'utilizzatore finale, perciò...

Qual è la risoluzione dell'occhio umano : il termine non è corretto. Potremmo chiederci "qual è la risolvenza, ovvero la capacità di distinguere i dettagli, dell'occhio umano?". Il discorso è molto complesso, ma preso un occhio "perfetto", in condizioni di luce perfette, quale risoluzione limite è in grado di apprezzare?

Ecco qui : http://www.clarkvision.com/articles/eye-resolution.html

Riporto uno stralcio, nell'articolo linkato trovate tutte le definizioni e gli approfondimenti che io non sono in grado di capire:

Citazione
Note in a recent printer test I showed a 600 ppi print had more detail than a 300 ppi print on an HP1220C printer (1200x2400 print dots). I've conducted some blind tests where a viewer had to sort 4 photos (150, 300, 600 and 600 ppi prints). The two 600 ppi were printed at 1200x1200 and 1200x2400 dpi. So far all have gotten the correct order of highest to lowest ppi (includes people up to age 50)

In pratica pare che, nel caso delle stampe, un gruppo di persone abbia distinto correttamente la risoluzione di 600ppi, oltre a trovare ancor più definite le immagini da 600ppi stampate a risoluzione superiore (presumo per annullare il "difetto" che può manifestarsi nello stampare un immagine di una certa definizione con una stampante con la medesima definizione, eventualmente ne parliamo...)

Questo si applica solo alle stampe ed ai display da lettura, non credo serva una tale risoluzione in una TV. Per ciò che concerne i display parrebbe esserci ancora un certo spazio per il miglioramento, ma personalmente dubito ci sia utilità nell'andare oltre i 400ppi e dubito che si possano considerare "non abbastanza definiti" display da 300ppi, soglia che mi permetto di indicare come ottimale.

Siamo quindi arrivati a capire di cosa parliamo, nel prossimo post presenteremo i differenti modelli con le risoluzioni specifiche.
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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #8 il: Settembre 30, 2015, 12:07:33 »
Bravo!

PS: Per per fortuna che il nostro Epsilon non ha tempo per bacchettare, sennò qui andava a nozze per gli erroracci (tranquillo, li ho corretti). ;)
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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #9 il: Ottobre 01, 2015, 16:31:34 »
Ho a malapena il tempo di fiatare ma attenti che leggo...
... auguratevi solo che non lo faccia anche TGJ...

Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #10 il: Novembre 15, 2016, 13:20:56 »
Perchè dovremmo preferire un reader ad un tablet? Cosa si cela sotto il vetro? Qual è la magia?

Al momento mi fermo qui, altro in altri post, in modo da facilitare la scomposizione della tematica.


Arrivo tardi solo per dirti, ottima disamina davvero :)

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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #11 il: Novembre 15, 2016, 15:32:18 »
Perchè dovremmo preferire un reader ad un tablet? Cosa si cela sotto il vetro? Qual è la magia?

Al momento mi fermo qui, altro in altri post, in modo da facilitare la scomposizione della tematica.


Arrivo tardi solo per dirti, ottima disamina davvero :)

Grazie! Purtroppo non ho poi presentato i diversi modelli di eReader... cosa che andrebbe fatta!
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Re:Cos'è uno schermo ad inchiostro elettronico e perché preferirlo
« Risposta #12 il: Novembre 15, 2016, 21:06:03 »
I motivi sono parecchi, ne cito solo quelli che ritengo diano alla mia persona quello che mi è indispensabile.

1) Il peso e la portabilità. :ghost:

2) La possibilità di ingrandire a piacimento i caratteri.(certi libri ad una certa età risultano faticosi anche con gli occhiali)  :glasses-nerdy:

3) La garanzia di una luce sempre efficiente e sufficiente  :glasses-cool:

4) La definizione ottima dei reader recenti (indifferente il costruttore) :desire:

Tutto il resto per me è fuffa :bad:
« Ultima modifica: Novembre 15, 2016, 21:08:52 da karamella »
Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perchè nessuno sia più schiavo (G.Rodari)