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Post - Caramon77

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Perdonate la volgarità, ma va citato così:

"Quelli che si occupano di salute mentale ragionano col culo e di solito hanno bisogno di più aiuto di quello che possono offrire".

Kary B. Mullis (premio Nobel per la chimica, nonché scienziato un po' pazzo), "Ballando nudi nel campo della mente".

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Probabilmente abbandoneremo "Il Giornalino di Gian Burrasca", lettura da nanna della bimba. Troppo complesso per lei (6 anni) nonché poco appassionante. Può essere che lo recupereremo tra un paio d'anni.

Ora che le propino? Già letto Alice, Oz, Pinocchio, fiabette classiche, eccetera.

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Io sono obbligatoriamente un multilettore... in bagno ho un libro (di solito cose frammentabili, tipo aforismi e simili), la sera c'è quello da leggere con la bimbetta, poi c'è il "mio".

Da due mesi vado al lavoro in bus, anziché in moto, ottenendo più tempo per la lettura, ma è tempo che divido anche con la musica (se mi interessa quello che ascolto non posso leggere contemporaneamente).

E di certo lo stile e la tipologia di libro sono fondamentali, per stabilire la rapidità di lettura, nonché il tempo che ricaveremo per leggere (sottraendolo ad altro se il libro ci appassiona).

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Un libro in quattro giorni! Notevole. Io quando ci metto due settimane son veloce...

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Bell'idea, quando mi capiterà una frase degna di nota la riporterò!

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Finito, con mia figlia, "Il Meraviglioso Mago di Oz" di L. Frank Baum, nella versione con le illustrazioni originali di W.W. Denslow. Carino, scorrevole, forse al tempo (1900) anche originale, oggi sa di già visto e già sentito, ma forse perché i personaggi, se non tutta la storia, sono noti a chiunque. Lo svolgimento non presenta colpi di scena fondamentali, se non un paio, anche perché i titoli dei capitoli, come accadeva al tempo (vedasi "Pinocchio) tendono ad anticipare i fatti. Diciamo che è un must e che non è male.

Intanto ho sospeso "Cuore", ma lo riprenderò a breve, avevo voglia di altro, ed ho provato "Atlantis Saga" di A.G. Riddle, mollato subito per l'orrenda traduzione (ad esempio non sopporto, in un libro, di vedere "gli" riferito ad un soggetto femminile, anche se ammetto che nel parlare mi capita di fare questo errore).

Ora sono su "Ballando nudi nel campo della mente" di Kary Mullis (premio Nobel per la Chimica), che avevo comprato anni fa e lasciato da parte perché le prime pagine già di avevano scoraggiato (spiegazioni, secondo lui, semplici, in merito alla polimerasi di qualcosa), ma ora ho superato lo scoglio e penso di finirlo.

Poi riprenderò Cuore.

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Sala da tè / Re:Buone feste
« il: Gennaio 03, 2018, 11:13:31 »
Jane non ci stanno più i badge!  :clap: :clap:

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Sala da tè / Re:Buone feste
« il: Gennaio 01, 2018, 21:38:44 »
Il 2018 porterà un sacco di fortuna a tutti.

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bè, ci sono classici da leggere, come la Guida Galattica. Poi ci sono chicche come la collezione "Uomini e alieni" di Mike Resnick. Oppure puoi andare sul sicuro, con autori noti di varie epoche, non ultimo "Le meraviglie del 2000" di Salgari, che trovi gratuito (legale).

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Ci sarebbe Tidal, se vuoi maggiore qualità... oppure Qobuz.

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Mondo Kobo / Re:Topic ufficiale Kobo H2O
« il: Dicembre 25, 2017, 09:21:04 »
Febbre? A Natale? Ma non era vietata? :-PPPP

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Sala da tè / Re:Buone feste
« il: Dicembre 25, 2017, 09:20:09 »
Grazie io sto tra i belli :-)

Buone feste!

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Mondo Kobo / Re:Topic ufficiale Kobo H2O
« il: Dicembre 22, 2017, 14:20:34 »
Ottimo, allora adesso funziona tutto come desideri?

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Mondo Kobo / Re:Topic ufficiale Kobo H2O
« il: Dicembre 21, 2017, 14:34:14 »
Se usi ebook comprati sullo store Kobo la sincronizzazione dovrebbe funzionare. Se usi ebook "terzi" no.

Benvenuto sul forum.

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Quasi un appuntamento fisso  :clap:

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Finito "Stanotte la libertà" di Dominique Lapierre e Larry Collins. Testo molto interessante. Argomento molto interessante. Quando ci si approccia ad un saggio storico da sempre messa in dubbio l'autenticità di quanto riportato e qui pare che il gran protagonista del testo, Lord Luis Mountbatten, ultimo viceré delle Indie, regista della decolonizzazione del 1947 e della spartizione dell'India in Pakistan ed India moderna, abbia fortemente contribuito con un incredibile archivio di documenti e parecchie ore di interviste.

Gli storici non si sono rivolti solo a lui, quindi il testo appare certamente completo, ma forse non critico nei confronti di questo, certo valente uomo e soldato, che pare aver operato con una febbrile sollecitudine poi sfociata in non poche conseguenze per la popolazione indiana, lacerata dalle solite, maledette, divisioni religiose.

Al di là di ciò è un testo che fa luce su un pezzo di mondo ed un pezzo di storia, sinceramente a me poco noto, e sulla stupidita e crudeltà dell'uomo, che, anche avendo ottenuto terra a sufficienza per le proprie genti, non attende che altre lascino il Paese come previsto, ma si da a crudeltà difficili anche da leggere, violenze, torture e malvagità anche verso bambini colpevoli di avere "quel sangue" in corpo.

Testo molto interessante... ma dopo due libri di Lapierre e Collins di seguito ho bisogno di cambiare un po' e sto leggendo Cuore.

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Libreria Digitale / Re:Lupo e Lepre - Racconto breve (noir)
« il: Dicembre 19, 2017, 09:00:25 »
Ti ringrazio molto! Il rischio in questi casi è sempre di ritrovarsi prevedibili e banali...

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Creare un ebook : strumenti e tecniche / Re:Writer2ePub
« il: Dicembre 17, 2017, 14:07:40 »
Anche io odio il file unico...

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"Figli miei, non è possibile che quando andiamo in pizzeria,  anziché i vostri volti mi veda sempre davanti i vostri cellulari. Non è possibile che, ovunque siamo, per prima cosa voi chiediate la password del wi-fi."

Cazzullo può stare sereno, almeno metà del problema è già quasi risolto, infatti con gli attuali piani dati il wifi del ristorante non se lo fuma più nessuno  :)

La seconda parte sarà risolta presto anch'essa. Quando noi non ci saremo più ecco che tutti, nessuno escluso, fisseranno in cellulare e nessuno lo troverà più strano.

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Libreria Digitale / Lupo e Lepre - Racconto breve (noir)
« il: Dicembre 13, 2017, 12:28:03 »
Scrivo questo racconto direttamente sul forum HomoReadens, non pretendo, né pretenderò alcun diritto specifico, il testo è di pubblico dominio, l'unica richiesta è che eventuali citazioni, stralci, usi di ogni genere rechino indicazione dell'autore originale e del forum - OVVERO : Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)

Lupo e Lepre

di Federico Tamanini

Il suo vero problema era che non aveva memoria. Il suo vero problema era che non aveva volontà. Il suo vero problema era che si distraeva continuamente. A seconda di quando rifletteva su sé stesso il suo vero problema appariva essere questa o quella cosa.

Però il suo vero problema era l’uomo che, di nascosto, lo seguiva.

La pianta del piede destro gli doleva, quella scarpa, pure brutta, che si ostinava a tenere fino alla consunzione, perché la moda del momento, la sua personale, intima moda, era sfruttare le cose fino all’ultimo.

Quella scarpa che tanto aveva camminato, sotto i portici di Bologna, la grassa, la dotta, la buia Bologna.

Semaforo rosso. Le sei del pomeriggio, in gennaio, sono schifose. Quasi notte, sei appena uscito dall’ufficio e della giornata ti rimangono le ore peggiori. Lui lo sapeva, perché erano cose pensate mille volte. Sapeva che non si lavorano otto ore al giorno, si lavorano le ore migliori, che è diverso.

Tenetevele pure le ore gelide, rapite la gente da novembre a marzo e fatela lavorare venti ore al giorno, ma poi lasciatela libera. Invece no. Si vende il proprio tempo migliore e si tengono le briciole per sé. Non è vita.

Verde, si cammina, tre persone intorno, due da scansare sotto i portici di Bologna. Persone forse viste cento volte, ma comunque sconosciute nel piccolo mondo di una grande città dove si può essere soli in mezzo alla folla. L’orologio non ferma il suo viaggio, l’essere umano non pensa al momento presente, ma a dopo, ha sempre pensato a dopo. Anche l’uomo dietro di lui pensava a dopo.

Ecco una bottiglia vuota, usata. Era una birra, qualcuno l’ha consumata e lasciata lì, di fianco ad una porta. La rabbia, ormai anch’essa non troppo viva, tornò come ogni volta, data forse dal fatto di vedere chi le regole non le rispetta, ma non vedere il mondo crollare. Pare ingiusto.

Ora era la giacca a dargli fastidio, sono giorni stupidi, ti copri e poi appena cammini un po’ dovresti scoprirti, ma guai a farlo, quindi sopporti. Si era fermato un momento a vedere la vetrina della farmacia, c’era una pubblicità ridicola con gente che ride e vuol farti credere che sarai più felice con quel colluttorio.

Se il farmacista che stava sistemando la vetrina fosse stato più attento al presente, anziché pensare sempre al dopo avrebbe notato l’incertezza dell’uomo in secondo piano, colto di sorpresa dall’arresto della sua lepre, perché anch’egli non pensava al presente, ma al dopo.

Ferma davanti alla vetrina la lepre sentiva un uomo al telefono, qualche metro più indietro. Stava pregando qualcuno per avere più tempo. E’ sempre così il tempo: ne butti via un bidone, poi ti accorgi che una goccia vale tutto ciò che hai.

La lepre aveva ripreso il suo cammino e improvvisamente il tempo presente era divenuto più aggressivo, senza ancora pretendere tutta l’attenzione, ma iniziando a volerne un po’.

Ecco che si volta a destra e si lascia la via porticata, una leggera salita, il fiato disegna una nuvola fugace, è buio. Arrivati al cancello la mano estrae le chiavi dalla solita tasca, riconosce al tatto quella giusta che apre la serratura.

Un migliaio di respiri prima il lupo fu colto alla sprovvista dall’improvviso arresto di fronte alla vetrina, ma faceva parte del gioco. Era l’eccitazione che cercava, quella per cui lui stava giocando. Molti avrebbero definito la sua personalità come normale, non che significhi qualcosa, è ovvio. Nessuno è normale, al massimo può aspirare ad essere omologato ai più. Però appariva normale e nessuno notò la sua incertezza, nessuno immaginò che stesse seguendo un uomo che senza avvisaglie aveva prestato attenzione ad una vetrina. Non lo notò l’uomo fuori dalla vetrina, non lo notò l’uomo dentro la vetrina.

La lepre riprese il suo cammino e lui dietro. Era quasi il momento, lo sapeva bene, si era preparato bene, il suo maestro aveva ragione, era maledettamente eccitante e non aveva più paura. Paura di esitare, di non riuscire, paura di pentirsene. No, era vero, solo adesso si sentiva vivo e tra pochi minuti, se fosse andato tutto come doveva, sarebbe stato ancora meglio.

La prima volta non potè portare a termine il suo piano, c’era gente nel cortile, ma fu un bene, perché il dubbio e l’incertezza aumentano il piacere.

Un piacere indispensabile come l’aria da respirare, ormai. L’ultima soluzione per guarirlo da una malattia terribile: la disperazione. Quella peggiore, data dal senso di inutilità, dall’idea di vivere un’ora solo per essere un’ora più vicino alla morte. Sottomesso a persone dal valore miserabile, cosa che rendeva lui stesso ancor più miserabile. Per molti la cura che si era scelto, o meglio che gli era stata proposta, sarebbe inaccettabile, ma forse non sanno esattamente cosa significhi essere realmente irrilevanti. Irrilevanti per chiunque, inutili, innocui. Per una volta non sarebbe stato messo sotto da nessuno. Per una volta lui sarebbe stato onnipotente.

La lepre era stata scelta accuratamente, era anch’egli un uomo inutile, quindi ammazzarlo non era un grave torto e ammazzarlo per qualcosa di valore, come recuperare il proprio gusto per la vita, poteva essere quasi considerato un onore.

Il lupo camminava, sempre più vicino alla trappola e si chiedeva quanti omicidi venivano studiati come il suo, per un fine quasi nobile, da questa incredibile organizzazione di cui non avrebbe mai saputo niente, oltre a conoscere la voce del maestro ed il volto della pedina che lo aveva avvicinato per proporre la cura.

La pedina… quel ragazzetto vestito di stracci, col volto segnato da chissà quali sostanze, forse pagato cinquanta euro per fare da messaggero, forse già morto.

La lepre aveva svoltato, era quasi il momento. Il lupo cercò il coltello nella tasca e ripassò i consigli del maestro: spingerlo dentro il cortile, attendere che si girasse, fissarlo negli occhi solo un istante e subito colpire alla gola, poi via, senza indugio, scomparire nelle viscere vecchie e maleodoranti della città.

“Mi vedranno”, “No nessuno nota niente, ormai, controlli che non ci sia qualcuno sul marciapiede poi te ne vai”, “Ma il dna e le indagini...”, “Non potranno pensare a te, non hai legami, non hai un movente” e così via.

Il maestro era stato convincente, in effetti il lupo non aveva legami con la lepre, altri avevano trovato la vittima giusta per lui, altri lo avevano pedinato per giorni per conoscere le sue abitudini, gente invisibile cosciente che non c’è miglior modo per godere di una cosa del vedere com’è facile perderla.

Poi non era il momento per pensare ai propri dubbi, dopo due anni passati a prelevare il denaro poco alla volta, a sopportare soprusi ed assaporare il momento.

Era pronto, era preparato, era deciso come mai nella sua miserabile esistenza, il cuore batteva forte, il pugno era serrato sul coltello, si era con cautela avvicinato e la lepre stava rovistando nella tasca alla ricerca delle chiavi.

All’improvviso non conta niente altro che il tempo presente.

Il lupo è eccitato il momento è buono, non c’è nessun altro, la lepre ha inserito la chiave nella serratura e aperto il piccolo cancello, bisogna agire, subito!

Una spinta e la vittima è dentro, il coltello è fuori, ma…

Quel rumore improvviso e il tempo quasi fermo. Il lupo capisce che la lepre non è rovinata in terra per sua mano, ma si è spinta in avanti, lasciandosi cadere volontariamente, in modo controllato. E che ha aperto il cancello con la mano sinistra, mentre nella destra ora c’era la pistola, che ha già tuonato.

Il dolore forse è intenso, ma la mente del lupo è troppo stupita, dalla sorpresa e dal volto della lepre che mostra eccitazione, e, inequivocabilmente, un diabolico sorriso.

Mentre il sangue sgorga dal suo ventre il lupo pensa che improvvisamente lui è lepre, e la lepre è lupo e che tutto va come previsto, che lui è sempre stato la lepre. Legittima difesa. Geniale.

Mentre la forza lo abbandona pensa alle parole del maestro: puoi capire il valore della vita quando essa ti lascia, o quando la togli ad altri.

Mentre si accascia al suolo pensa che in quel minuto sono in due, a capire il valore della vita, e solo uno a trarne profitto.

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