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Topics - Jane Eyre

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20 euro di sconto, fino al 18/12.
😃

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Quando pensiamo che la nostra società abbia raggiunto il fondo e che non possa peggiorare oltre, ci si accorge, invece, che al peggio non c'è fine.
Mi riferisco all'abominevole atto compiuto dagli hooligans della Lazio ai danni della memoria di Anne Frank, simbolo universale della shoah.

Dico, ma cos'altro ancora dobbiamo vedere?? Come si sono permessi, quegli esseri..di accostare uno stupido sport alla figura di quella meravigliosa creatura???

Ho letto i suoi scritti, e ne sono rimasta incantata. Anne era una ragazzina straordinaria, ed è incredibile come sia riuscita a inventare fiabe e storie nel mezzo del dramma che stava vivendo..non è da tutti!
Aveva del talento, oh se ne aveva! Sarebbe sicuramente diventata scrittrice,  come lei stessa sognava, se solo non le avessero strappato la vita.. 😢

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Mondo Tolino / Tolino Epos
« il: Ottobre 14, 2017, 12:20:16 »
Si sarebbe piazzato in diretta concorrenza con Kindle Oasis e Kobo Aura One, per fascia di prezzo e dimensioni extra, ma hanno deciso di non commercializzarlo in Italia...

Ok, ora Tolino è di Kobo Rakuten, ma non comprendo le ragioni di tale scelta. Mi sembra una specie di autogol..

https://hardware.hdblog.it/2017/10/11/tolino-epos-caratteristiche-prezzo-disponibilita/

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Mondo Kindle / Aggiornamento software 5.8.11
« il: Ottobre 14, 2017, 09:28:46 »
Salve☺.
Con l'avvento del nuovo modello Oasis 2017, in commercializzazione da questo  fine mese, Amazon ha rilasciato una nuova versione software, molto interessante. 

La versione 5.8.11 è estesa ad alcuni dispositivi Kindle, dalla 6a generazione in poi.

L'aggiornamento introduce le seguenti migliorie:

Controllo Grassetto: Puoi ora impostare il livello di grassetto su tutti i font per rendere la lettura più agevole. La nuova funzionalità può essere controllata dal menu Impostazioni schermo (Aa) all’interno degli eBook.

Più dimensioni carattere: Puoi ora puoi scegliere tra 14 diverse dimensioni carattere per rispondere al meglio alle tue preferenze di lettura.

Risultati di ricerca migliorati: La visualizzazione dei risultati di ricerca è stata migliorata per aiutarti a trovare più facilmente quello che stai cercando.

Qui la pagina di download via USB:

https://www.amazon.it/gp/help/customer/display.html/ref=hp_mob_bc_nav?ie=UTF8&nodeId=200529680

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Telefonia e smartphone / Samsung internet 5.0/5.4
« il: Maggio 29, 2017, 17:02:15 »
Che meraviglia, ragazzi..!!
Di recente, Samsung ha rivisto completamente la sua versione del browser stock montata a bordo dei suoi Galaxy e ha fatto un lavoro stra-or-di-na-rio!!
Anche prima, anche nei dispositivi non Samsung, il browser di Android si rivelava spesso una scelta migliore rispetto ad altri mattoni come Firefox o Chrome, ma c'era il problema della pubblicità, che ormai dappertutto è diventata eccessivamente invasiva, e ciò può essere spesso causa di guai per chi naviga in mobilità (oltre al fastidio di tutti quei banner e pop up lampeggianti che riempiono le pagine web disturbando la lettura, si pensi alla gran quantitià di dati consumati sul traffico SIM, senza contare tutta quella marmaglia truffaldina che a volte si installa a nostra insaputa e magari fa partire servizi in abbonamento non richiesti, ciucciando soldi dalla scheda SIM - a me una volta è successo -  :teeth:).
Problema finito, perché già a partire dalla versione 5 Samsung ha introdotto il supporto alle estensioni e la possibilità di inserire nel browser un adblock scaricabile direttamente dal G.Play e ce n'è in giro più di uno.

E intanto, il mio povero vecchio Note 3 neo ringrazia!!!  :rotfl:

Ad ogni modo, nel seguente articolo spiegano bene tutte le novità:

https://www.tuttoandroid.net/samsung/samsung-internet-si-aggiorna-alla-versione-5-0-nuova-interfaccia-estensioni-nuova-icona-439788/

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Titolo originale: Hija de la fortuna.
Anno di pubblicazione: 1999.

All'inizio del 1832, una neonata abbandonata viene ritrovata da una ricca famiglia d'inglesi emigrati in Cile. Nella casa ci sono due fratelli: Jeremy Sommers, presidente della Compagnia Britannica d'Importazione ed Esportazione e sua sorella Rose, ancora giovane e affascinante e non sposata. E fra un porto e l'altro, anche un terzo fratello, John, un vecchio lupo di mare.
Ad occuparsi di tutto è Jeremy, ma sarà la giovanissima Miss Rose ad allevare la bimba come una vera figlia.
Gli anni passano e la bambina cresce, custodita e protetta da una famiglia dall'indubbia buona reputazione, ma, mano mano che la storia si sviluppa, l'autrice lascia trapelare al lettore che forse, dietro la facciata dell'apparente rispettabilità, non sono tutte rose e fiori e che oltre alle apparenze ai formalismi dell'alta società, c'è anche dell'altro..
Sullo sfondo dell'epopea della corsa all'oro della California, assistiamo alla crescita fisica e morale di una bambina, Eliza Sommers, che per diventare adulta e consapevole di se stessa e fautrice del suo destino (e non di quello che altri avevano precedentemente scelto per lei), dovrà affrontare numerose prove e disavventure.
"La figlia della fortuna" è la storia, magnificamente scritta, di una giovane che parte alla ricerca dell'amore e, invece, trova se stessa.

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Sala da tè / Ho traslocato!!
« il: Aprile 04, 2017, 23:01:01 »
Due righe per condividere con voi la mia grande gioia: oggi la mia famigliola si è trasferita in un altro appartamento (purtroppo, non nostro), più grande e migliore😃.
Siamo stanchissimi, i traslochi sono veramente faticosi...
Per ora siamo un po' accampati, e abbiamo ancora tanto da fare, ma siamo contentissimi 💗.

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Sala da tè / Letteratura russa
« il: Marzo 31, 2017, 21:18:24 »
Ho una sorta di timore reverenziale nei suoi confronti. Probabilmente perché intorno ai sedici anni avevo iniziato Guerra e Pace, ma lo trovai pesantissimo e lo mollai quasi subito. Forse a causa dell'età, magari la traduzione, o le troppe parti in francese.. chissà, fatto sta che mi ha traumatizzata e da allora non me la sono più sentita di riprovare..ma giro intorno a questo rapporto mancato da anni. Mi sento una lettrice colpevole.
Oggi, forse, che sono più matura, potrebbe funzionare.

Che ne pensate? Che rapporto avete con i mattoni sovietici?

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La mia edizione di riferimento: ebook Salani 2017.

Tutti conosciamo le gesta del piccolo Rémi, scritto diversi anni prima da Hector Malot con l'"aiuto" della figlia Lucie quando era bambina.
Perrine, come Rémi, è, in un certo senso, la sua controparte al femminile.
Il filone delle orfanelle sfortunate che nessuno vuole, si sa, è assai ricco e vario, ma, probabilmente, tanti devono la loro fortuna anche all'eroina di Malot. Malot, prolifico autore di romanzi per grandi, è curiosamente noto, in Italia, più per le storie di Rémi e Perrine che per il resto da lui scritto.

Su questo libro c'è poco da dire, la storia è coinvolgente ed efficace, la trama è ben congeniata e il libro si illustra da solo. Perrine la conosciamo tutti, grazie anche alla trasposizione televisiva animata giapponese del 1978, epoca in cui educare i piccoli spettatori aveva ancora un senso, e per farlo i creatori dei famosi Anime ricorrevano sempre più spesso alle opere più famose della letteratura occidentale. Perrine (erroneamente traslitterato in "Peline" in Peline Story), è la nipotina di Vulfran Paindavoine, un burbero industriale molto ricco che ad un certo punto interrompe bruscamente i rapporti con il suo unico figlio, allorché quegli contrae matrimonio in India, con una donna ch'egli reputa indegna e inaccettabile. E da quel matrimonio, naturalmente, scaturisce una nipote del tutto sconosciuta.

Essendo figlia, per così dire, del peccato, per essere accettata dal nonno, Perrine dovrà guadagnarsi la sua stima, e per farlo, dovrà superare numerose prove.

Non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa a chi non l'ha ancora letto.

In famiglia è un libro per ragazzi, ma è altresì adatto a tutti, perché narra una storia deliziosa, d'avventura, di conflitti famigliari e di buoni sentimenti. Malot non ci risparmia nulla: nel libro c'è anche spazio per la critica sociale, per tematiche scottanti come l'analfabetismo, lo sfruttamento lavorativo, la piaga del lavoro minorile.

E' un libro da leggere in famiglia.. ;-)

10
*BELLISSIMO*  :clap:

L'ultimo lavoro compiuto, prima della morte, del vecchio Charles è, a detta di molti, il romanzo che gli conferisce il diritto di essere annoverato, al pari di Shakespeare, tra i più grandi autori britannici della Storia.
Dickens è noto universalmente per i suoi romanzi sociali e di formazione, e "Il nostro comune amico" non fa eccezione, e in più porta con sé un giallo, una morte misteriosa..
Questa volta è molto difficile recensire senza svelarne la trama.
Accanto a dei netti protagonisti troviamo dei comprimari, degli antagonisti, fino ad arrivare ad un vasto caleidoscopio di personaggi le cui personalità sono da Dickens sviluppate più o meno ampiamente, e di cui egli si serve per descrivere e criticare, da perfetto cronista quale è, con il cuonsueto acume, e ironia, un po' tutte le varie sfaccettature della società in cui viveva, tanto largamente stratificata; e così, con gran dinamismo e naturalezza, ci conduce tra il fango del Tamigi e i salotti dei signori.
Dickens denuncia, attacca, stuzzica, ironizza, prende abilmente in giro (divertendosi anche un po', a mio parere) un po' tutti i suoi personaggi senza distinzione; tuttavia la beffa è direttamente proporzionale alla disistima che palesemente alcuni di questi suscitano, in lui, più di altri. Su questo piano abbiamo, probabilmente, il Dickens migliore di sempre.
Ma il vecchio Charles è anche molto abile nel depistare continuamente il lettore seminando ovunque falsi indizi, e narra con sapienza una storia gialla in cui non mancano di certo l'amore, la rettitudine e i buoni sentimenti accanto, manco a dirlo, a egoismo e decadenza morale. E così, pagina dopo pagina, assistiamo all'affermazione in positivo di alcuni, e al netto decadimento di altri. Dickens ci insegna che le convenzioni sociali lasciano il tempo che trovano, che siamo tutti esseri umani potenzialmente corruttibili e ci dice che non sempre le più infime azioni sono commesse da chi viene "dal basso", e ci ammonisce sul ruolo che il denaro ha sulle nostre vite..
Non aggiungo altro per non rivelare troppo sulla trama.

"Il nostro comune amico" è la penultima opera lunga dell'autore. Non sarà famosa come l'Oliver Twist o Grandi Speranze, ma è un gran bel libro che si legge tutto d'un fiato e raramente annoia.

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Telefonia e smartphone / Ritorna il Nokia 3310
« il: Febbraio 26, 2017, 21:38:33 »
Quando l'ho letto non ci potevo credere!! 😁😀
Nell'egemonia smartphoniana, c'è chi ritira fuori un cellulare dal cilindro 😂

http://www.why-tech.it/news/nuovo-nokia-3310-il-ritorno-dello-storico-cellulare.html

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Sala da tè / Incompetenza telefonica
« il: Febbraio 16, 2017, 11:51:20 »
Adesso vi racconto cosa mi sta accadendo da oltre un anno con il telefono fisso.  :thinking:

Premesso che, oramai, in famiglia usiamo tutti il cellulare, due anni fa allacciai una nuova linea telefonica, con la classica combinazione  VOCE+DATI con TIM/Telecom. Non ci servirebbe quasi a nulla, giusto per avere l'adsl..

Dopo qualche mese mi vedo costretta a fare richiesta di cambio di numero, perché il numero che avevo era stato, in passato, assegnato ad una persona che forse abitava qui, e poi non si è più premurata di avvisare i suoi "amici" che aveva cambiato..
Il giochino mi costò 70 euro!! E invece di vedermi assegnato, finalmente, un numero nuovo, me ne ridanno, di nuovo (!!!) un altro "riciclato"... dopo infinite telefonate al 187, vengo a sapere che la centrale è piena e non si possono più ottenere numeri telefonici nuovi...  :excruciating:
Sentendomi imbrogliata, faccio immediatamente richiesta di rimborso in bolletta. Almeno questo mi viene concesso..

Il problema è che è passato un altro anno e forse più, e continuo a ricevere un'infinità di telefonate importune di perfetti sconosciuti che continuano a cercare la famiglia che c'era prima....

Io non ne posso più!
Non sono un poliziotto e non ho voglia di beccarmi una denuncia.. ma cosa devo fare?? Andare dai carabinieri e denunciare questa famiglia per stalking???

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Sono una persona che ama i ritmi lenti, detesta la frenesia del web e preferirebbe chiacchierare con gli amici davanti a una tazza di caffè.. ma la distanza, la vita frenetica e gli innumerevoli impegni quotidiani lasciano ben poco spazio alla socialità.

Odio le pubbliche piazze (motivo per cui sto riducendo drasticamente la presenza sull'odiato facebook), gli scocciatori e gli importuni,  ma non sono un orso. Appartengo alla specie umana, e l'Uomo è un animale sociale, da branco. Inutile negarlo.
Non disdegno un po' di solitudine ogni tanto, detesto chi s'impiccia nel mio privato, ma non sono un'eremita.. 😉

Per pochissimi intimi, per due chiacchiere a distanza, e per le necessità del quotidiano, avevo anch'io fatto ricorso al solito Whatssapp, come tanti... concedendo il mio numero a pochissimi autorizzati, e tenendomi ben lontana dai "luoghi pubblici" in cui non desidero essere immischiata.

Poi ho cominciato a sentirne di tutti i colori sulla cornetta verde ormai da tempo proprietà di f., più, vari infiltrazioni sgradite e inaspettate.. e mi è saltata la mosca al naso. 😡
E ho detto STOP a Whatssapp. E ho soperto Telegram.

Non m'interessa avere tutto il mondo nella rubrica (guai!), e vorrei che tutti i miei pochi fidati mi seguissero, ma per ora ne ho solo 4...
Per ora, pace, anche perché non è solo per problemi di riservatezza che ho migrato, ma anche perché Telegram offre molti più servizi di Whatssapp, e per ora mi sta a genio. 😁

Ma quanto fatica un software ad arrivare.. pure se merita... perché siamo così "bovini"???

E voi? Come Vi rapportate con questi strumenti? E quali hanno incontrato di più le Vostre grazie?

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Lessi questa maestosità di libro da ragazza. Sono passati tanti di quegli anni che non ricordo neanche più con precisione quando fu.. circa 20 anni fa. Lo divorai allora e l'ho divorato poi. Questo è uno di quei (pochi) libri che escono dalla carta, hanno un potere quasi soprannaturale, ti chiamano a sé.. la protagonista è una di quelle creature perfette, quasi divine, con una forza tale da uscire dal libro per diventare quasi un essere umano reale.
Questo libro mi ha accompagnato per tanti anni.
Non mi ero mai decisa a recensirlo, forse perché non amo molto recensire, e non mi reputo molto all'altezza, pur tuttavia, lo dovevo a Jane.

Ecco la mia recensione, tratta da Goodreads  :embarrassed:

****


Un'eroina fuori dal tempo.

Proprio Jane Eyre non poteva mancare nel mio scaffale digitale; e il motivo è molto semplice: questo è in assoluto il libro che ho amato di più e più appassionatamente in vita mia. In realtà, ne esiste un altro quasi (e sottolineo "quasi") ex aequo (Via col vento di Margaret Mitchell), ma fra i due, il mio eletto massimo è, e resta la storia di questa piccola, non tanto bella, modesta, grande donna. Povera di soldi, ma ricca d'animo.

Sto scrivendo una recensione su di lei, e non so neppure da che parte incominciare!

Chi non conosce ancora questo libro, molto probabilmente cercherà la voce su Wikipedia e vi troverà scritto: "romanzo di formazione"; tutto esatto. Il libro illustra le vicissitudini della protagonista, dall'infanzia all'età matura. Ma è solo questo? No. E' un romanzo storico? Anche. Il libro narra la vita di una giovane orfana sullo sfondo dell'aspra, dura, crudele e a tratti disumana Inghilterra vittoriana, dove miseria e povertà la facevano da padrone, dove il cosiddetto "stato sociale" era pressoché inesistente, e il divario fra ricchi e poveri era enorme. In questo contesto si inserisce Currer Bell (lo pseudonimo usato nel 1847 da Charlotte Brontë) dando alle stampe il suo primo libro, presentato come autobiografico. Autobiografico, perché in Jane Eyre ravvisiamo elementi del vissuto famigliare di Charlotte. E, quindi, oltre ad essere un romanzo di formazione, il libro è anche un romanzo autobiografico, storico, di critica (l'eroina immaginaria di Charlotte Brontë, similmente ai personaggi dickensiani, è anche il pretesto per descrivere le ingiustizie sociali e il divario di classe della sua epoca). E' una storia incentrata sulla vita di una donna dal carattere e della formazione morale ambivalente: la personalità di Jane è totalmente singolare, è un affascinante miscuglio di tradizione e strabiliante modernità. Jane è una donna di bassa estrazione sociale, è orfana di entrambi i genitori; status, questo, che all'epoca rasentava quasi il crimine. Si ritrova ad affrontare un'infanzia durissima in un'istituto di carità che assomiglia più a un carcere che a una scuola, senza famiglia, senza protezione, senza amici, senza affetti. Le possibilità che le si prospettano di un futuro agiato e privo di preoccupazioni è pressoché nullo. Una ragazza senza genitori, non voluta da nessuno, senza nome e senza dote non aveva praticamente alcuna possibilità di diventare qualcuno, di conquistare un posto nella società, o di essere rispettata, stimata, amata. Eppure Jane, questa straordinaria giovane donna, accetta con grande dignità, decoro, e umiltà la sua sventurata condizione di orfana, e con la sola forza di volontà e un'istruzione decente riuscirà a farsi strada da sola nella vita.

E in quest'ottica, alcuni ravvedono una sorta di messaggio femminista.

Ricapitolando, abbiamo un'opera: di formazione, storica, di denuncia sociale,  autobiografica, e pure  femminista! E' tutto? Ovviamente NO, perché c'è anche una intensa, meravigliosa, e drammatica storia d'amore. Con all'interno un giallo, una cornice gotica, noir.. e quindi, a tutte le categorie usate finora bisogna aggiungere anche quella della narrazione gotica, e del mistero. Ebbene sì, perché Jane Eyre, nella parte centrale della storia, in qualche modo si trasforma, si arricchisce, si amplia, fino a diventare quasi una favola "nera".. Ma andiamo con ordine, e torniamo alla storia d'amore.

Come si dice, non fatevi ingannare dalle apparenze: questa non è una storia d'amore come tutte le altre, non si tratta di uno di quei romanzetti d'appendice che andavano tanto di moda una volta, non è il classico feuilleton..

Nel suo percorso umano e formativo, la piccola fragile e insicura orfanella, un po' rabbiosa e ribelle perché, giustamente, non si sente amata da nessuno, e ingiustamente e costantemente additata come "ipocrita",  è temprata nel corso degli anni che trascorre nell'istituto Lowood nel quale è letteralmente scaricata da una zia acquisita che è più un mostro che una zia. La signora Reed, moglie dello zio materno di Jane, alla morte dei genitori accoglie in casa la bambina per accontentare il marito che le voleva un gran bene; ma ella è una donna arida, fredda, spietata, senza cuore, che incarna il perfetto stereotipo della nobildonna inglese del tempo che ha disprezzo per i poveri e bada solo ed esclusivamente agli interessi economici e alle apparenze. Suo marito in punto di morte l'estorce la promessa che lei avrebbe continuato a tenere con sé la nipote, e che le avrebbe voluto bene come a una figlia. Ma come può una donna così insensibile e meschina amare una bambina che considera più che altro una reietta, e un peso insostenibile?
E ciò spiega la personalità fragile e insicura di Jane bambina, e le circostanze in cui finisce relegata a Lowood.

Spoiler: mostra
Là le cose non saranno affatto semplici; l'istituto è uno dei più economici e gli amministratori, manco a dirlo, speculano e rubano a danno delle allieve, con conseguenze facilmente intuibili.. le scolare sono tenute in un ambiente gretto e ai limiti della decorosità, dove la malnutrizione abbonda e le condizioni di vita sono al limite dell'accettabilità.


A sorpresa, Jane riesce a trasformarsi persino in un ambiente così negativo e ostile, sboccia letteralmente come una rosa, e la bambinetta ribelle cede il posto a una giovane donna affascinante,  istruita (a Lowood si diploma e diviene insegnante), con un'intelligenza sopraffina, che sottovaluta se stessa (si ritiene "povera e brutta"), e con un animo straordinariamente forte e incredibilmente determinata, dalla moralità rigidia e inflessibile (quasi da suora), a tratti quasi surreali. In tutto ciò che fa, pensa, e dice, Jane si dimostra del tutto dissimile alle donne del suo tempo, rivelandosi nel comportamento e nelle scelte soprendentemente all'avanguardia, tanto da sembrare più una donna del 2000 che dell'Ottocento vittoriano; e, contemporaneamente, tradizionalista, tutta d'un pezzo, rigorosa, quasi etrema nell'etica e nella moralità.
Jane abbandona Lowood, trova un impiego come istitutrice della pupilla del nobile Rochester, e in breve tempo diventa una donna emancipata, dalla decisa personalità e da una volontà incrollabile.
Neppure nei momenti peggiori della sua vita, si lascerà andare alla disperazione, tirerà sempre dritta per la sua strada, perché per Jane (soprattutto nelle questioni morali) non esistono ipocrisie, non ci sono compromessi; conosce fino in fondo il suo dovere e non conosce mezze misure. Sa cosa deve fare razionalmente, anche se ciò vuol dire andare contro il suo cuore, e segue la sua strada fino in fondo. Con il cuore spezzato.

Che altro dire.. non basta un fiume di parole per descriverla! Jane è la personificazione della serietà, dell'integrità, della bontà, è una ragazza dall'animo nobile e, a dispetto della scarsa considerazione riservata alla categoria delle istitutrici nella sue epoca, dalle spocchiose nobildonne inglesi (le vere oche senza cervello!!), è una persona estremamente acculturata e intelligente, che sa bene quale sia il suo posto, e tuttavia, non smette un solo istante di lottare per la sua felicità.
Sì, perché è anche una donna passionale, vibrante, e profondamente innamorata..

Se dovessi cercare una sorta di definizione per questo personaggio, direi: fuoco e ghiaccio. Ghiaccio (apparente) all'esterno, tutta anima e fuoco dentro. Jane ha un carattere umile, sa bene come le conviene comportarsi in società e accetta di buon grado di sopportare doveri, umiliazioni, e dolori, eppure, dentro vorrebbe urlare!

E la vita, alla fine, con tutta la esplosiva passionalità, esploderà prorompente con un finale sorprendente e del tutto inaspettato.

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La paura del "diverso".

Mentre mi apprestavo a cominciare la lettura di questo classico, ho dovuto ricordare a me stessa che non è un libro "per bambini" come hanno provato, invece, a farlo passare.
La curiosità, mista al ricordo del film del 1960, mi ha spinta a scoprire cosa c'era, nel romanzo, oltre a Lilliput e Brobdingnag. Mi sono detta fai attenzione, perché dietro alla storia d'avventura si nasconde (e neanche tanto velatamente), sotto forma di racconto allegorico, una feroce critica all'umanità intera.
Andiamo dunque al sodo: inutile che mi perda in disquisizioni di politica perché non è la mia materia; tantomeno, la politica del regno d'Inghilterra del 1700. Ciò nonostante, persino agli occhi di un lettore inesperto, appare evidente l'intento di Swift di dire: "ehi, aspettate un attimo. Il mondo va in una brutta direzione, la società ha preso cattive abitudini e non mi piace. Bisogna fare qualcosa per cambiare". Sì, perché Gulliver (ossia Swift), da buon britannico ama profondamente la sua patria, e non troppo segretamente, da buon inglese, reputa intimamente il suo popolo superiore agli altri; tuttavia, da persona intelligente ed obiettiva ha molto chiaro davanti a sé il quadro reale della situazione, e perciò, giustamente, critica e denuncia. Non molto diversamente da Charles Dickens nell'Inghilterra vittoriana. Questo, finché un omuncolo o un gigante di turno non comincia a dire la sua.. ed ecco che l'indignazione e l'orgoglio per la patria si risvegliano in lui furiosi in un'accorata e sentita difesa.
Questo tenore, fra alti e bassi, va avanti fino al giorno in cui approda nella terra degli Houyhnhnms, i maestosi cavalli dall'intelligenza superiore, i quali, al contrario di quanto avviene nel mondo reale, sono a capo della società e detengono il potere sugli Yahu, una grottesca rappresentazione deformata degli stessi esseri umani.

I cavalli si dimostrano fin da subito creature eccelse e straordinarie, non soltanto perché Madre Nautura, al contrario di tutte le altre specie animali esistenti sul pianeta, li ha dotati di intelletto e parola, ma perché sono anime pure e candide, incapaci di concepire la malvagità. Essi sono l'incarnazione di quell'incapacità che, purtroppo, non abbiamo noi esseri umani di reprimere i vizi, le miserie morali e tutti i nostri più biasimevoli istinti che regolano gran parte della nostra vita.
Gulliver instaura subito un rapporto quasi alla pari col cavallo che lo ha salvato e portato a casa sua e che adesso chiama "padrone" (a conferma che, in questo nuovo mondo, i cavalli governano e gli uomini sono governati). Il cavallo avrebbe potuto anche trattarlo con il consueto disprezzo riservato a quelli come lui (a parte la pelle più liscia e meno villosa, Gulliver mostra tutti i segni della sua fisicità umana e quindi, se pur con le opportune differenze, egli è da considerarsi a tutti gli effetti uno Yahu, e come tale va trattato), però non lo fa. Il "padrone" ha un animo buono, comprensivo, aperto al dialogo; intravede nel suo piccolo Yahu delle qualità che lo distinguono dagli altri bruti, capisce che è uno Yahu più civilizzato e prova grande interesse nell'ascoltarlo, nel confrontarsi con lui nonostante la sua posizione di superiorità, e in questo continuo dialogo, stima e conoscenza accrescono a tal punto che Gulliver diventa quasi un membro della famiglia.

Spoiler: mostra
Lo Houyhnhnm non si vergogna affatto del suo schiavetto, ma, al contrario, prova piacere a tenerselo vicino, è lieto di mostrarlo agli altri Houyhnhnms, cercando, così, di favorire il più possibile l'integrazione di Gulliver. Stima e affetto sono reciproci, tanto che in breve tempo Gulliver non riesce più a fare a meno del suo padrone e del bellissimo mondo degli Houyhnhnms in cui non esistono crudeltà e violenza, ipocrisia o brama di potere. Decide di stabilirsi definitivamente in quella terra, anche se in coscienza sa che in Inghilterra ha abbandonato una moglie e dei figli..

Purtroppo, come tutte le favole, anche questa è destinata a finire. Il consiglio dei cavalli superiori decretano che Gulliver è una minaccia per la comunià, proprio per via della sua intelligenza, perché ha una cultura superiore a quella dei suoi simili, e tutto ciò, unito all'educazione ricevuta, potrebbe portarlo a tentare la supremazia su di loro. E per questo motivo viene bandito dal paese. E neppure la difesa dell'amato padrone servirà a salvarlo.


E qui, in qualche modo, Swift si contraddice. Il suo meccanismo smette di funzionare, perché se finora ha tentato di rappresentare i vizi e le pochezze dell'umanità descrivendo popoli di dimensione minuscola o giganteca, regnanti a capo di isole volanti che riescono a comandare la pioggia o accademici estrosi che hanno persino il potere di evocare i morti e i grandi della Storia, i cavalli Houyhnhnm, animali superiori, alla fine, tuttavia, si dimostrano anch'essi fallibili e moralmente minuscoli tanto quanto i tanto disprezzati Yahu.

Sì, perché anche loro esiliano Gulliver perché? Perché è diverso da loro, e il diverso fa paura. Perché non lo conosciamo, non riusciamo a controllarlo, e ne temiamo le reazioni.

Io credo che in fondo, il capolavoro di Swift sia anche questo. Swift ammonisce il lettore sul pericolo di mettere la società in mano a una politica corrotta e viziosa, tenta di dimostrare all'Uomo che si trova pericolosamente vicino al baratro, teme che ormai non ci sia scampo e che il mondo abbia preso la via del non-ritorno, dell'auto distruzione. E' pessimista, ritiene improbabile che l'Uomo sappia avere la meglio su se stesso, riuscendo a correggersi sino in fondo, ma sa che un tentativo andava fatto, e la letteratura è uno strumento potente di educazione delle masse, dell'espressione del pensiero. Ma la sua opera riesce solo a metà, poiché persino quelli che dovevano essere perfetti (gli Houyhnhnm) si rivelano, alla fine, spaventosamente umani, e più simili agli esseri umani di quanto non vorrebbero.

Swift è uno scrittore perfettamente allineato alla sua epoca, che, però, è un'era profondamente maschilista, in cui la donna è relegata a un ruolo secondario, è inferiore socialmente al marito, ha il solo compito di allevare la prole e curare la casa dell'uomo.

Gulliver è un medico, un uomo istruito, un navigatore con un insaziabile desiderio di scoperta, e ciò gli fa senz'altro onore. Ma dimentica anche di essere un marito, e alla fine del romanzo i suoi egoismi prendono totalmente il sopravvento su di lui.

Spoiler: mostra
Egli si fonde a tal punto nella società dei cavalli speciali, da non poter più sopportare la presenza degli altri esseri umani. Persino sua moglie e i suoi figli lo disgustano. Ci impiegherà anni per tornare a una normalità che forse non si completerà mai.


Gulliver navigatore e scopritore di nuove terre ha tutta la mia stima e umana comprensione. La visione egoistica e maschilista dell'uomo Gulliver, il mio disgusto. Ma l'opera di Swift rimane unica e particolarissima, benché di difficile assimilazione.

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Quest'articolo è uscito su La Stampa l'11 gennaio, in omaggio al grande linguista Tullio De Mauro recentemente scomparso:

"Il 70% degli italiani è analfabeta strutturale, cioè: legge, guarda, ascolta, ma non capisce."

http://comedonchisciotte.org/il-70-degli-italiani-e-analfabeta-strutturale-cioe-legge-guarda-ascolta-ma-non-capisce/

Cosa ne pensate?

La trovo un'affermazione abbastanza sconcertante, e forse esagerata, eppure il dubbio viene..

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Sala da tè / Reading challenge...i vostri pareri.
« il: Febbraio 07, 2017, 00:05:04 »
Come da oggetto ☺
Le ho viste nei gruppi su Anobii, le ho viste su Facebook, ora le vedo pure su Goodreads..
Le ho sempre evitate come la peste, non mi attirano (come neppure le letture di gruppo), ma poi, sotto sotto, ogni anno faccio la conta di quanti ebook sono riuscita a leggere.. con la segreta speranza di allungare il passo..
Ammetto che, anche non volendo, finisce per diventare una lotta con me stessa, contro il tempo.. so che può sembrare assurdo perché sono ancora abbastanza giovane (41 a maggio), eppure, ogni volta mi dico, quanti riuscirai a leggerne prima di morire😳??
Ebbene sì..
Ma non si dovrebbe leggere per il puro piacere di farlo? È giusto fare a gara?
Ecco, queste "sfide" non saranno deleterie? Eppure risultano molto popolari. Perché?

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Mondo Kindle / Che cosa sta succedendo al Kindle Store??
« il: Febbraio 03, 2017, 17:22:54 »
Ultimamente, mi capita, sempre più spesso, di non trovare in Amazon titoli che risultano invece disponibili altrove..
il motore di ricerca non è mai stato dei migliori...quando cerco un titolo nel K.S., a volte capita che un'edizione specifica non compaia fra i risultati e debba specificarla nel campo e ripetere la ricerca, ma vabbè.. lo ha un po' sempre fatto, questo.
Ma ora avvengono questi episodi strani.
Solitamente, quando un prodotto non è disponibile per qualche motivo, o è in revisione, Amazon lo indica nella scheda, ma, addirittura, almeno uno degli ebook che ho comprato tempo addietro (per forza di cose, essendo l'epub protetto da DRM Adobe), ora non esiste più. Spazzato via dal sito.. :p :question: !! Come se non fosse mai esistito.

Un esempio: l'ebook "Sconosciuti in treno" di Patricia Highsmith.

Anche risalendo al mio ordine (per fortuna, il file continua ad esistere nella mia libreria), il link riporta questo errore:

https://www.amazon.it/Sconosciuti-treno-I-grandi-tascabili-ebook/dp/B00ET08AY0

Cos'è, Amazon sta impazzendo?? Vuole perdere clienti? Stando così le cose, se io non avessi comprato quel libro l'anno scorso e volessi leggerlo OGGI, avendo io un Kindle ed essendo protetto da ADE, praticamente dovrei attaccarmi al tram!

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Ripartendo dalla discussione su Tim Reading, continuiamo con l'analisi della traduzione edita da Fanucci, che, a prima vista, mi è apparsa subito diversa dalle altre. Sto cercando di confrontarla con il testo originale reperibile sul Project Gutenberg.

Già dai paragrafi finali del primo capitolo, non torna.  :excruciating:

Originale:


"It's the mother," said Hans, looking solemn in an instant.

By this time the canal was gilded with sunlight. The pure morning air was very delightful, and skaters were gradually increasing in numbers. It was hard to obey the summons. But Gretel and Hans were good children; without a thought of yielding to the temptation to linger, they pulled off their skates, leaving half the knots still tied. Hans, with his great square shoulders, and bushy yellow hair, towered high above his blue-eyed little sister as they trudged homeward. He was fifteen years old and Gretel was only twelve. He was a solid, hearty-looking boy, with honest eyes and a brow that seemed to bear a sign "goodness within" just as the little Dutch zomerhuis[2] wears a motto over its portal.[Pg 17] Gretel was lithe and quick; her eyes had a dancing light in them, and while you looked at her cheek the color paled and deepened just as it does upon a bed of pink and white blossoms when the wind is blowing.

As soon as the children turned from the canal they could see their parents' cottage. Their mother's tall form, arrayed in jacket and petticoat and close-fitting cap, stood, like a picture, in the crooked frame of the doorway. Had the cottage been a mile away, it would still have seemed near. In that flat country every object stands out plainly in the distance; the chickens show as distinctly as the windmills. Indeed, were it not for the dykes and the high banks of the canals, one could stand almost anywhere in middle Holland without seeing a mound or a ridge between the eye and the "jumping-off place."

None had better cause to know the nature of these same dykes than Dame Brinker and the panting youngsters now running at her call. But before stating why, let me ask you to take a rocking-chair trip with me to that far country where you may see, perhaps for the first time, some curious things that Hans and Gretel saw every day.



Traduzione Fanucci:


– È la mamma, spicciamoci.
Ora il sole si era alzato inondando tutto il paesaggio di una luce dorata: ogni cosa spiccava nitida nell’aria cristallina e i vivaci costumi dei pattinatori aggiungevano alla vista una nota tanto vivace da incantare anche i nostri due ragazzi.
Hans, il maggiore, quindici anni, era un ragazzo robusto, biondo con due occhioni azzurri, dallo sguardo fiero e pieno di bontà.
Gretel, al contrario, era una bimbetta esile, dalle guance pallide che però si ravvivavano di un bell’incarnato a una parola gentile, mentre gli occhi azzurri le si illuminavano.
Quasi subito i ragazzi scorsero la loro mamma: con le sue ampie gonne, la casacchina e la cuffietta candida, sembrava uscita fresca fresca da un quadro dei grandi pittori del suo paese.
La signora Brinker aveva un viso serio, e lo sguardo malinconico che gettava verso le dighe suggeriva tutta una vita di sofferenze e povertà.
La sua è la storia di un’olandese, di un’abitante di questa così caratteristica Olanda che sembra uno zatterone ancorato alla terraferma.


E continua dove in originale il primo capitolo si ferma..

Mi pare chiaro, dunque, che l'edizione potrebbe anche essere integrale con capitoli accorpati, ma non mi pare per niente fedele  :bad:

2 euro buttati.




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Non so cosa mi sia passato per la capa, oggi...
Ho pensato di prendere un ebook da leggere la sera con mio figlio, un'edizione Fanucci. Purtroppo su Amazon non c'era, e forse da lì dovevo capire..
Ho visto che da T.R. c'era, e ho avuto la malsana idea, da cliente mobile Tim (ancora per poco 😡), di pagarlo con addebito dal mio conto SIM... Ma fin qui tutto OK. Solo che quando sono andata per scaricare il file (pensavo che fosse rimasto tutto com'era fino a due anni fa), sorpresa/e!! Mi invitano a installare l'app tim reading nel telefono, oppure, di leggere il libro tramite il visualizzatore web.. peccato, però, che dal web il file risultasse impossibile da aprire, e dall'app, nonostante i ripetuti tentativi di download, il file risultava sempre corrotto o non disponibile.! Vi lascio immaginare che voglia di prenderli a sberle avevo!

Nel frattempo, torna a casa mio marito, gli illustro l'accaduto, e dopo cena prende il mio telefono, e non vi dico i giri che ha dovuto fare per riuscire a parlare con un operatore del 119. E gli dicono che non possono farci niente, non possono rimborsarmi, e che deve chiamate il numero tecnico 800 500 800.. Parla con uno di loro, e viene fuori che si tratta di un servizio in abbonamento a 5 euro la settimana !! Senza questo, niente!!! Ma vi rendete conto?? Follia completa.
Ho tentato anche con la solita pagina Tim facebook, ma non mi rispondono..

Devo considerare i miei soldi persi..😡

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