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Topics - Caramon77

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Libreria Digitale / Andrà tutto bene - Racconto breve (noir)
« il: Febbraio 12, 2018, 15:48:53 »
"Andrà tutto bene"
di Federico Tamanini

Sveglia, barba, colazione, autobus, negozio. E domani sveglia, barba, colazione, autobus, negozio. E poi sveglia, barba, colazione, perdo l’autobus, prendo quello successivo, negozio.

Non mi ero proprio accorto di aver perso un po’ di tempo. Purtroppo a volte mi capita di perdermi, mio papà diceva di non ascoltare i miei compagni e le loro brutte parole, diceva che io ero solo un sognatore e che è una cosa bellissima, sognare.

Ho sempre amato molto leggere e quando leggo storie fantastiche a volte mi trovo poi a perdermi in quei racconti e non ho più il senso del tempo.

A sentire la signora sono il solito idiota. Ogni settimana c’è un motivo per essere considerato un idiota. La signora non è mai stata buona con me, ma io la perdono, non porto rancore. E poi il lavoro mi serve.

Un giorno sono un idiota perché ho perso l’autobus e lei ha dovuto aprire il negozio al posto mio con ben dieci minuti di ritardo. Un giorno sono un idiota perché non espongo bene la merce. Un giorno sono un idiota perché non frego adeguatamente il cliente.

Non mi dice mai che sono bravo perché ricordo esattamente dove sta ogni cosa, anche la più insignificante. Lei chiede dov’è la lampadina di ricambio, che si è fulminata quella del bagno ed io “nello sgabuzzino, scaffale in alto, a destra, scatola blu dietro alla carta assorbente”.

Ed è lì. E lei ci avrebbe messo un giorno intero a trovarla, ma io sapevo che era lì, perché l’anno scorso l’ho vista e sono molto attento ai dettagli. La signora, però, non mi ha ringraziato.

Ma io la perdono, è fatta così, è il suo carattere, poi è vero che sbaglio, a volte ha ragione. Non me la prendo. Poi il lavoro mi serve. Finché c’è il lavoro posso vivere per conto mio, quindi va tutto bene.

Finché c’è il lavoro posso tenere il mio piccolo appartamento, con tutte le cose che mi piacciono. Certo, guadagno poco, ma quel poco mi basta, poi mio fratello ogni tanto mi aiuta un pochino. Da quando non ci sono più papà e mamma lui mi è stato molto vicino, ogni tanto lo chiamo, la sera, per sfogarmi un po’ se in negozio mi hanno trattato male.

Un giorno la signora passando dietro al banco, dove c’ero già io, mi diede una spinta, io finii contro lo scaffale e ruppi tre bottiglie di Teroldego. Ero dispiaciuto, è un ottimo vino. La signora si arrabbiò molto, mi insultò e trattenne il costo delle bottiglie dal mio stipendio. Quella volta c’era in negozio anche suo marito, che mi tratta anche peggio della signora, ma per fortuna lei lo odia e lui non viene quasi mai. Lui mi chiamò “scemo” e a me non piace, perché era così che mi chiamavano i miei compagni, facendomi arrabbiare. Una volta a Claudio Precossi, terza “A”, primo piano a sinistra, seconda porta, gli diedi anche un pugno per questo.

Quella volta sono stato molto bravo, con il marito della signora, le ho solo spiegato che sopporto tutto, ma non di essere chiamato “scemo”.

La signora in quell’occasione mi ha appoggiato una mano sul braccio ed io mi sono calmato perché ho visto che era preoccupata.

Però ho fatto fatica a sopportare e quando capitano cose così chiamo mio fratello.

Lui mi conforta e mi tranquillizza. Di solito sono molto calmo e tranquillo, ma tutti hanno un limite, no? E a me non piace arrabbiarmi, mi sembra di non essere più io.

Quando c’è Giovanna la giornata prende una piega diversa, lei mi parla gentilmente, ma non capisco se sia per compassione o meno. Non è un segreto che io sia un po’ speciale, qualcuno direbbe che sono lento. Mia mamma diceva sempre di non permettere a nessuno di favorirmi, perché io posso fare tutto quello che fanno gli altri. Lei stessa non mi favoriva, anzi era spesso più severa che con gli altri. Diceva di farlo per il mio bene. Però permetto a Giovanna di essere gentile con me, anche se forse lo fa perché sono speciale. Mi piace quando Giovanna è gentile con, me, anche se viene solo un giorno a settimana per pulire.

La signora, invece, non mi tratta con riguardo, non è carina con me, forse devo pensare che così mi fa un favore, visto che è così che faceva la mamma. Certe volte ho paura di arrabbiarmi, dire cose sbagliate e perdere il lavoro, ma non succede mai, perché io sono molto tranquillo, penso sempre che alla fine va tutto bene e poi nonostante tutti i pasticci che, secondo lei, combino, la signora non mi caccia mai.

Oggi è il giorno in cui viene Giovanna ed io lavoro meglio che posso, voglio fare bella figura, mi dispiace se trova disordine, perché poi fa più fatica a pulire. Giovanna quando entra mi sorride. Anche io sorrido, ma sorrido a tutti, non solo a lei. Sorrido molto. Solo ieri ho sorriso trecentocinquantuno volte.I clienti amano la gente educata, io sono convinto di fare bene al negozio, se ci fosse solo la signora, forse, non verrebbero, lei non ride mai.

Dicevo che oggi viene Giovanna e deve essere tutto a posto. E’ un peccato dopo la chiusura mattutina la signora si sia arrabbiata ed abbia buttato in terra tutta quella roba, era di certo nervosa perché il marito era passato a chiedere dei soldi e l’aveva fatta arrabbiare come non mai. Al che si è arrabbiato anche lui e mi ha chiamato di nuovo “scemo”. Credo che abbia anche dato uno schiaffo alla signora.

Io ho cercato di sistemare, ma non avevo abbastanza tempo, durante la pausa, avevo un sacco di lavoro, ho fatto quello che ho potuto per rimediare all’inconveniente.

Mia mamma diceva sempre che quando si fa un pasticcio bisogna impegnarsi a sistemare tutto, come se nulla fosse accaduto. Quella volta che avevo rovesciato il minestrone per sbaglio ho raccolto tutto e pulito ed ho preparato un’altro minestrone e nessuno avrebbe potuto dire che il primo era caduto. La mamma mi aveva detto di sistemare come se nulla fosse accaduto. Quando tornò a casa papà dovemmo dirgli noi che avevo rovesciato il minestrone, lui non si sarebbe accorto di niente. Sono stato contento, quella volta, perché invece che sgridarmi per il pasticcio mi fece i complimenti per come avevo risolto tutto.

Bisogna rimediare ai pasticci. Se si sistema come non fosse mai accaduto nulla, allora, va tutto bene.

Queste cose insegnano molto, ed oggi penso di essere stato bravo, anche se la roba che la signora ha buttato in terra è ancora là, nel retrobottega. Avevo troppo da fare, dovevo sistemare tutto dopo il pasticcio, se sistemi tutto in modo che non si possa dire che è accaduto qualcosa ecco che praticamente non è accaduta. Solo che il negozio andava riaperto, quindi ho lavorato sodo per sistemare il pasticcio in modo che nessuno possa dire che è accaduto, ma quelle cose buttate in terra sono ancora lì. Ci penserò dopo, va tutto bene.

Comunque sono stato contento che quando è entrata la professoressa Magni non si sia accorta di nulla. E sono stato felice di averla servita io, è gentile con me.

Mi ha detto: “Paolino stasera ho gente devo fare un buon ragù, mi serve del macinato buono, fresco, non come la volta scorsa che non era mica speciale”.

Io tutto contento le ho risposto che poteva stare tranquilla, che oggi il macinato era freschissimo e senza dubbio speciale. Non era una bugia.

Basteranno i clienti di una settimana ed il pasticcio sarà a posto, come non fosse mai accaduto e allora... andrà tutto bene.

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Mondo Kobo / CREDITO KOBO gratis (e non poco)
« il: Febbraio 08, 2018, 09:08:43 »
Se ho ben capito si possono ottenere parecchi € di credito gratis sullo store Kobo. Sto cercando di sperimentare il tutto con mia moglie, appena avrà tempo.

Io l'ho capita così: si accede al proprio account sul sito. In alto c'è un link "ottieni 10€". Si ottiene un link da mandare a degli amici. L'amico ottiene 5€ gratis. Se l'amico effettua un acquisto di almeno 5,01€ noi si ottengono 10€. Per ogni amico che effettua il primo acquisto.

Se è vero non è male, si possono pure coinvolgere amici affinché comprino ebook DRM free per noi, se a loro la cosa non interessa.

Non pubblico qui il mio link di condivisione perché non è per lucrare che ho segnalato la cosa.

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Sala da tè / Dimenticarsi di aver letto un libro
« il: Gennaio 22, 2018, 17:08:20 »
Per carità, sarà accaduto a tutti... ma io oggi guardavo recensioni e prezzi di "Marte: Storia di uomini e astronavi" di Wernher Von Braun. E ne leggevo stralci su Google libri, con continui dejavu. Poi ho visto, qui sul forum, che tale libro è stato da me letto esattamente un anno fa perché mi fu regalato (credo a Natale).

Oh... 12 mesi eh... e scrissi che mi era piaciuto molto. E non ricordo nulla, della trama, ma nemmeno ricordavo di averlo letto!!

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Libreria Digitale / Lupo e Lepre - Racconto breve (noir)
« il: Dicembre 13, 2017, 12:28:03 »
Scrivo questo racconto direttamente sul forum HomoReadens, non pretendo, né pretenderò alcun diritto specifico, il testo è di pubblico dominio, l'unica richiesta è che eventuali citazioni, stralci, usi di ogni genere rechino indicazione dell'autore originale e del forum - OVVERO : Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)

Lupo e Lepre

di Federico Tamanini

Il suo vero problema era che non aveva memoria. Il suo vero problema era che non aveva volontà. Il suo vero problema era che si distraeva continuamente. A seconda di quando rifletteva su sé stesso il suo vero problema appariva essere questa o quella cosa.

Però il suo vero problema era l’uomo che, di nascosto, lo seguiva.

La pianta del piede destro gli doleva, quella scarpa, pure brutta, che si ostinava a tenere fino alla consunzione, perché la moda del momento, la sua personale, intima moda, era sfruttare le cose fino all’ultimo.

Quella scarpa che tanto aveva camminato, sotto i portici di Bologna, la grassa, la dotta, la buia Bologna.

Semaforo rosso. Le sei del pomeriggio, in gennaio, sono schifose. Quasi notte, sei appena uscito dall’ufficio e della giornata ti rimangono le ore peggiori. Lui lo sapeva, perché erano cose pensate mille volte. Sapeva che non si lavorano otto ore al giorno, si lavorano le ore migliori, che è diverso.

Tenetevele pure le ore gelide, rapite la gente da novembre a marzo e fatela lavorare venti ore al giorno, ma poi lasciatela libera. Invece no. Si vende il proprio tempo migliore e si tengono le briciole per sé. Non è vita.

Verde, si cammina, tre persone intorno, due da scansare sotto i portici di Bologna. Persone forse viste cento volte, ma comunque sconosciute nel piccolo mondo di una grande città dove si può essere soli in mezzo alla folla. L’orologio non ferma il suo viaggio, l’essere umano non pensa al momento presente, ma a dopo, ha sempre pensato a dopo. Anche l’uomo dietro di lui pensava a dopo.

Ecco una bottiglia vuota, usata. Era una birra, qualcuno l’ha consumata e lasciata lì, di fianco ad una porta. La rabbia, ormai anch’essa non troppo viva, tornò come ogni volta, data forse dal fatto di vedere chi le regole non le rispetta, ma non vedere il mondo crollare. Pare ingiusto.

Ora era la giacca a dargli fastidio, sono giorni stupidi, ti copri e poi appena cammini un po’ dovresti scoprirti, ma guai a farlo, quindi sopporti. Si era fermato un momento a vedere la vetrina della farmacia, c’era una pubblicità ridicola con gente che ride e vuol farti credere che sarai più felice con quel colluttorio.

Se il farmacista che stava sistemando la vetrina fosse stato più attento al presente, anziché pensare sempre al dopo avrebbe notato l’incertezza dell’uomo in secondo piano, colto di sorpresa dall’arresto della sua lepre, perché anch’egli non pensava al presente, ma al dopo.

Ferma davanti alla vetrina la lepre sentiva un uomo al telefono, qualche metro più indietro. Stava pregando qualcuno per avere più tempo. E’ sempre così il tempo: ne butti via un bidone, poi ti accorgi che una goccia vale tutto ciò che hai.

La lepre aveva ripreso il suo cammino e improvvisamente il tempo presente era divenuto più aggressivo, senza ancora pretendere tutta l’attenzione, ma iniziando a volerne un po’.

Ecco che si volta a destra e si lascia la via porticata, una leggera salita, il fiato disegna una nuvola fugace, è buio. Arrivati al cancello la mano estrae le chiavi dalla solita tasca, riconosce al tatto quella giusta che apre la serratura.

Un migliaio di respiri prima il lupo fu colto alla sprovvista dall’improvviso arresto di fronte alla vetrina, ma faceva parte del gioco. Era l’eccitazione che cercava, quella per cui lui stava giocando. Molti avrebbero definito la sua personalità come normale, non che significhi qualcosa, è ovvio. Nessuno è normale, al massimo può aspirare ad essere omologato ai più. Però appariva normale e nessuno notò la sua incertezza, nessuno immaginò che stesse seguendo un uomo che senza avvisaglie aveva prestato attenzione ad una vetrina. Non lo notò l’uomo fuori dalla vetrina, non lo notò l’uomo dentro la vetrina.

La lepre riprese il suo cammino e lui dietro. Era quasi il momento, lo sapeva bene, si era preparato bene, il suo maestro aveva ragione, era maledettamente eccitante e non aveva più paura. Paura di esitare, di non riuscire, paura di pentirsene. No, era vero, solo adesso si sentiva vivo e tra pochi minuti, se fosse andato tutto come doveva, sarebbe stato ancora meglio.

La prima volta non potè portare a termine il suo piano, c’era gente nel cortile, ma fu un bene, perché il dubbio e l’incertezza aumentano il piacere.

Un piacere indispensabile come l’aria da respirare, ormai. L’ultima soluzione per guarirlo da una malattia terribile: la disperazione. Quella peggiore, data dal senso di inutilità, dall’idea di vivere un’ora solo per essere un’ora più vicino alla morte. Sottomesso a persone dal valore miserabile, cosa che rendeva lui stesso ancor più miserabile. Per molti la cura che si era scelto, o meglio che gli era stata proposta, sarebbe inaccettabile, ma forse non sanno esattamente cosa significhi essere realmente irrilevanti. Irrilevanti per chiunque, inutili, innocui. Per una volta non sarebbe stato messo sotto da nessuno. Per una volta lui sarebbe stato onnipotente.

La lepre era stata scelta accuratamente, era anch’egli un uomo inutile, quindi ammazzarlo non era un grave torto e ammazzarlo per qualcosa di valore, come recuperare il proprio gusto per la vita, poteva essere quasi considerato un onore.

Il lupo camminava, sempre più vicino alla trappola e si chiedeva quanti omicidi venivano studiati come il suo, per un fine quasi nobile, da questa incredibile organizzazione di cui non avrebbe mai saputo niente, oltre a conoscere la voce del maestro ed il volto della pedina che lo aveva avvicinato per proporre la cura.

La pedina… quel ragazzetto vestito di stracci, col volto segnato da chissà quali sostanze, forse pagato cinquanta euro per fare da messaggero, forse già morto.

La lepre aveva svoltato, era quasi il momento. Il lupo cercò il coltello nella tasca e ripassò i consigli del maestro: spingerlo dentro il cortile, attendere che si girasse, fissarlo negli occhi solo un istante e subito colpire alla gola, poi via, senza indugio, scomparire nelle viscere vecchie e maleodoranti della città.

“Mi vedranno”, “No nessuno nota niente, ormai, controlli che non ci sia qualcuno sul marciapiede poi te ne vai”, “Ma il dna e le indagini...”, “Non potranno pensare a te, non hai legami, non hai un movente” e così via.

Il maestro era stato convincente, in effetti il lupo non aveva legami con la lepre, altri avevano trovato la vittima giusta per lui, altri lo avevano pedinato per giorni per conoscere le sue abitudini, gente invisibile cosciente che non c’è miglior modo per godere di una cosa del vedere com’è facile perderla.

Poi non era il momento per pensare ai propri dubbi, dopo due anni passati a prelevare il denaro poco alla volta, a sopportare soprusi ed assaporare il momento.

Era pronto, era preparato, era deciso come mai nella sua miserabile esistenza, il cuore batteva forte, il pugno era serrato sul coltello, si era con cautela avvicinato e la lepre stava rovistando nella tasca alla ricerca delle chiavi.

All’improvviso non conta niente altro che il tempo presente.

Il lupo è eccitato il momento è buono, non c’è nessun altro, la lepre ha inserito la chiave nella serratura e aperto il piccolo cancello, bisogna agire, subito!

Una spinta e la vittima è dentro, il coltello è fuori, ma…

Quel rumore improvviso e il tempo quasi fermo. Il lupo capisce che la lepre non è rovinata in terra per sua mano, ma si è spinta in avanti, lasciandosi cadere volontariamente, in modo controllato. E che ha aperto il cancello con la mano sinistra, mentre nella destra ora c’era la pistola, che ha già tuonato.

Il dolore forse è intenso, ma la mente del lupo è troppo stupita, dalla sorpresa e dal volto della lepre che mostra eccitazione, e, inequivocabilmente, un diabolico sorriso.

Mentre il sangue sgorga dal suo ventre il lupo pensa che improvvisamente lui è lepre, e la lepre è lupo e che tutto va come previsto, che lui è sempre stato la lepre. Legittima difesa. Geniale.

Mentre la forza lo abbandona pensa alle parole del maestro: puoi capire il valore della vita quando essa ti lascia, o quando la togli ad altri.

Mentre si accascia al suolo pensa che in quel minuto sono in due, a capire il valore della vita, e solo uno a trarne profitto.

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Segnaliamo qui ciò che vale la pena di notare?

Per ora direi le offerte Amazon su Kindle (PW e Fire), non scaldalose, ma buone, il PW viene 99€ (e 99 cent, maledetti loro).

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Sala da tè / Alza il dito a Trump, e viene licenziata
« il: Novembre 07, 2017, 09:29:56 »
Mmmh....

Link a Il Post

Da una parte non è che questa persona sia una cima di furbizia... dall'altra penso che si possa dire che sia stata licenziata per un "opinione".

7
Mondo Kindle / Nuova offerta PW -30€
« il: Ottobre 25, 2017, 12:36:03 »
Anche quest'anno in autunno arriva l'offerta Amazon per il Paperwhite che oggi si può comprare a 99€.

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Sala da tè / La brutta malattia: la solitudine
« il: Settembre 27, 2017, 08:47:37 »
Dalla cronaca: finge cefalea per passare il compleanno in ospedale, anziché da solo.

Link Corriere

Cito un passaggio dal post Facebook di una delle infermiere:

Citazione
Diamo valore a quello che abbiamo e non a quello che ci manca, se avete qualcuno che vi aspetta, qualcuno che vi chiama, che si preoccupa per voi, che vi apprezza e vi ama, amate molto e soprattutto abbiate cura di lui perché siete milionari e non ve ne rendete conto.

Chissà quante persone soffrono in silenzio per questa orrenda malattia. Certo a volte verrebbe da dire che si può provare a risolversela da sé, ma le persone non sono tutte uguali, non è detto che sia facile.

EDIT: Corretto il link.

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Sala da tè / Il sesso spiegato ai bambini
« il: Settembre 05, 2017, 08:47:16 »
Ho appena comprato un libro sull'argomento. Cioè, su come spiegare la cosa ai bambini o, meglio, ai ragazzi.

Mia figlia non fa che chiedere come nascono i bambini ed è logico e naturale che abbia questa curiosità, è il vecchio "da dove vengo?".

E, onestamente, trovo spesso ridicolo che gli adulti fatichino a parlarne ai piccoli o ai ragazzi, pare quasi una cosa di cui vergognarsi, solo che io stesso ho questa difficoltà.

Voi che ne dite?

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Sala da tè / Mindfulness - Cos'è e come funziona
« il: Settembre 05, 2017, 08:31:44 »
L'altro dì passeggiando per i meandri di Feltrinelli, qui a Bologna, mi sono imbattuto in un libro riguardante la "Mindfulness", che secondo Wikipedia sarebbe:

Citazione
Per Mindfulness si intende comunemente una tecnica psicologica di meditazione, sviluppata a partire dai precetti del buddhismo ma privata della componente religiosa, volta a portare l'attenzione del soggetto in maniera non giudicante verso il momento presente.

Ora... è ovvio che nel reparto dedicato a questo tipo di libri il 99% dei testi predica miracoli e promette mirabilie, ma devo ammette che mi ha incuriosito. E' da molto tempo che medito, autonomamente, sulla insufficiente attenzione che dedico al momento presente, e che vedo dedicare, da altri, ad esso.

Siamo sempre più distratti da mille richieste di attenzione, ma non è solo colpa del mondo moderno, è certamente anche colpa nostra.

Voi avete esperienza di questo argomento? Avete testi da consigliare?

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Sala da tè / Saluti vacanzieri e intenzioni di lettura
« il: Luglio 24, 2017, 09:08:46 »
Ciao!

A breve qualcuno (tipo me) andrà in ferie e sarà meno presente sul forum.

Personalmente sarei in ferie tutto il mese di agosto, ma ogni tanto apparirò. Durante le vacanze intendo terminare il secondo capitolo di Shannara (Le Pietre Magiche) che mi piace abbastanza (non è il mio autore preferito, ma rispetto al primo capitolo c'è un passo avanti notevole) e, per completezza attaccare e finire il terzo. Poi di vedrà.

Voi?

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Mi sono imbattuto in questo servizio, che molti di voi probabilmente conoscevano già, ovvero : StreetLib

Chissà perché non ne sapevo nulla... eppure c'entra Narcissus, una nostra conoscenza. Infatti quando ho cercato di iscrivermi è venuto fuori che avevo già un account, sebbene non ricordassi di averlo creato. Evidentemente l'account dello storico forum dove molti di noi si sono incontrati vale anche per l'accesso a StreetLib.

Comunque, se ho ben capito, StreetLib fornisce uno strumento per creare l'ebook (gratis), la sua pubblicazione (gratis, o meglio trattenendosi parte del guadagno) e la possibilità di correggere ed impaginare (a pagamento) il testo.

In particolare mi soffermerei sulla fase di pubblicazione, citando quanto riportato dal sito:

Citazione
SelfPublish è il servizio che ti consente di pubblicare in autonomia le tue opere in formato digitale (ebook) e di metterle in vendita nelle principali librerie online, sia italiane che internazionali.
Per pubblicare e distribuire il tuo ebook via StreetLib non devi sostenere alcun costo.
Il processo di pubblicazione è semplice e rapido, e semplice è la gestione del libro e il controllo delle vendite una volta che l’ebook è stato pubblicato.

Deciderai tu il prezzo di vendita e riceverai da StreetLib il 60% sul prezzo di copertina per ogni ebook venduto.
Il rimanente 40% andrà per il 30% alla libreria online che venderà il tuo libro, e per il 10% a StreetLib per l’attività di distribuzione.
Solo così puoi essere sicuro che noi (il distributore) perseguiamo il tuo stesso interesse di autore: se non guadagni tu, non guadagniamo neanche noi; più guadagni tu, più guadagniamo noi.

StreetLib SelfPublish è il passaggio finale della pubblicazione. Ti ricordiamo che StreetLib mette a tua disposizione tutti i servizi utili a confezionare un libro di qualità: da StreetLib Write per creare il tuo libro digitale a StreetLib Edit per formattarlo in maniera professionale.

Onestamente mi verrebbe voglia di provarlo.

E vorrei capire le esigenze fiscali dietro alla pubblicazione dilettantesca che potrei approcciare io (fingiamo che mi capiti di vendere 10€ di libri...)


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Sala da tè / Gruppo di ascolto per lettori incostanti
« il: Luglio 19, 2017, 08:52:03 »
Faccio outing per primo:

"Ciao a tutti, sono Federico e in questi giorni sto leggendo pochissimo. Spero di incontrare qui altre persone col mio problema e, a piccoli passi, lasciarmelo dietro per iniziare una vita nuova".

In verità nell'ultimo periodo leggo... "abbastanza", sono solo gli ultimi giorni a vedermi pigro, ma colgo l'occasione per far due chiacchiere con voi sull'argomento.

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Fumettologica / Fumetti serie Historica (ed Mondadori)
« il: Giugno 01, 2017, 09:15:00 »
Ho scoperto questa "serie", scritto tra virgolette perché in verità i prodotti sono assolutamente a sé stanti, quindi dovrei che ho scoperto un prodotto editoriale.

Si tratta di fumetti di disegnatori diversi aventi ambientazione storica e, talvolta, vera e propria valenza storica. Mi spiego meglio: ho comprato due fumetti dedicati ad un personaggio di fantasia, Bruce Hawker, ed uno su Kennedy. I primi due presentano un'ambientazione fedele e precisa, ma una storia inventata. Il terzo, che ancora non ho letto, è però certamente storico in modo più approfondito.

Di seguito le recensioni

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Musica / Addio a Ikutaro Kakehashi, genio fondatore della Roland
« il: Aprile 06, 2017, 17:18:11 »
http://www.hwupgrade.it/articoli/multimedia/4880/addio-a-ikutaro-kakehashi-padre-degli-strumenti-roland-e-in-buona-parte-anche-del-midi_index.html

Personaggio poco chiacchierato, ma fondamentale per la musica dagli anni 80 in avanti. L'articolo riportato è molto interessante.

In breve costui ha creato la prima drum machine a transistor (non processori, solo transistor) realmente interessante ed utilizzata da molti artisti, poi ha fondato la Roland, azienda di primissima rilevanza sia col suo marchio che con i controllati (Boss) ed ha dato una spinta indispensabile al MIDI, lo standard di collegamento tra strumenti, accessori, eccetera.


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Sala da tè / Il blocco del lettore: quando non ci va di leggere
« il: Marzo 21, 2017, 09:04:32 »
Capita a tutti, credo. A volte è solo un periodo, in cui vogliamo altro, a volte diventa un periodo lungo. Può capitare perchè si è mentalmente stanchi, perché non ci sono le condizioni ambientali giuste, perché è un momento della nostra vita in cui quel genere di raccoglimento non è possibile.

Raccontate le vostre esperienze di blocco.

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Sala da tè / Ambiente e contesto per la lettura
« il: Marzo 20, 2017, 12:46:40 »
Ieri sera ho voluto esagerare. La bimba era a letto e in salotto ho abbassato le luci, avviato un disco ambient-new age, acceso il fornello per essenze, caricato con qualche grano di mirra, versato un dito abbondante di Courvoisier VSOP nell'opportuno bicchiere e... via a leggere.

Sono molti anni che non mi impegno più nel creare un buon contesto, questa è stata un'eccezione, ma non dimentico mai quando lo facevo in modo assolutamente professionale, addirittura usando un buon vinile come sottofondo, candelieri per illuminare e mi immergevo in un pauroso racconto di Lovecraft.

Voi?

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Sala da tè / Voi immaginate? Luoghi, volti...
« il: Marzo 20, 2017, 12:31:22 »
Ricordo che da ragazzo leggere Dragonlance creava nella mia personale sala proiezioni (la capoccia) una cornucopia di immagini. Luoghi, personaggi, azioni.

Oggi trovo molto più difficile definire per immagini ciò che leggo. Procedo nel racconto e senz'altro ho in mente concetti, eventi, sensazioni, ma non un film.

Com'è per voi? Avete la capacità o l'istinto di pennellare immagini di personaggi e "vedere" i luoghi?

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Sala da tè / Si legge poco: perché?
« il: Marzo 20, 2017, 09:15:10 »
Conosco persone che leggono un libro all'anno, altre che dicono di non leggere affatto. Non sempre si tratta di persone che hanno carenze lessicali o denunciano evidenti lacune educative.

Perché si legge poco, o meglio... perché si leggono pochi libri?

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Da qualche anno è disponibile, edita da BUR, questa nuova versione. Se ne parla in un sito che pare sapere qualcosa in proposito:

http://premiogorky.com/it/books/new-translations/stefano-garzonio/100

E' sempre un ginepraio comprendere quale sia la traduzione più adatta, anche perché il metro stesso cambia nel tempo, ma pare che questa sia ben eseguita.

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