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Topics - Caramon77

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Libreria Digitale / Lupo e Lepre - Racconto breve (noir)
« il: Dicembre 13, 2017, 12:28:03 »
Scrivo questo racconto direttamente sul forum HomoReadens, non pretendo, né pretenderò alcun diritto specifico, il testo è di pubblico dominio, l'unica richiesta è che eventuali citazioni, stralci, usi di ogni genere rechino indicazione dell'autore originale e del forum - OVVERO : Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0)

Lupo e Lepre

di Federico Tamanini

Il suo vero problema era che non aveva memoria. Il suo vero problema era che non aveva volontà. Il suo vero problema era che si distraeva continuamente. A seconda di quando rifletteva su sé stesso il suo vero problema appariva essere questa o quella cosa.

Però il suo vero problema era l’uomo che, di nascosto, lo seguiva.

La pianta del piede destro gli doleva, quella scarpa, pure brutta, che si ostinava a tenere fino alla consunzione, perché la moda del momento, la sua personale, intima moda, era sfruttare le cose fino all’ultimo.

Quella scarpa che tanto aveva camminato, sotto i portici di Bologna, la grassa, la dotta, la buia Bologna.

Semaforo rosso. Le sei del pomeriggio, in gennaio, sono schifose. Quasi notte, sei appena uscito dall’ufficio e della giornata ti rimangono le ore peggiori. Lui lo sapeva, perché erano cose pensate mille volte. Sapeva che non si lavorano otto ore al giorno, si lavorano le ore migliori, che è diverso.

Tenetevele pure le ore gelide, rapite la gente da novembre a marzo e fatela lavorare venti ore al giorno, ma poi lasciatela libera. Invece no. Si vende il proprio tempo migliore e si tengono le briciole per sé. Non è vita.

Verde, si cammina, tre persone intorno, due da scansare sotto i portici di Bologna. Persone forse viste cento volte, ma comunque sconosciute nel piccolo mondo di una grande città dove si può essere soli in mezzo alla folla. L’orologio non ferma il suo viaggio, l’essere umano non pensa al momento presente, ma a dopo, ha sempre pensato a dopo. Anche l’uomo dietro di lui pensava a dopo.

Ecco una bottiglia vuota, usata. Era una birra, qualcuno l’ha consumata e lasciata lì, di fianco ad una porta. La rabbia, ormai anch’essa non troppo viva, tornò come ogni volta, data forse dal fatto di vedere chi le regole non le rispetta, ma non vedere il mondo crollare. Pare ingiusto.

Ora era la giacca a dargli fastidio, sono giorni stupidi, ti copri e poi appena cammini un po’ dovresti scoprirti, ma guai a farlo, quindi sopporti. Si era fermato un momento a vedere la vetrina della farmacia, c’era una pubblicità ridicola con gente che ride e vuol farti credere che sarai più felice con quel colluttorio.

Se il farmacista che stava sistemando la vetrina fosse stato più attento al presente, anziché pensare sempre al dopo avrebbe notato l’incertezza dell’uomo in secondo piano, colto di sorpresa dall’arresto della sua lepre, perché anch’egli non pensava al presente, ma al dopo.

Ferma davanti alla vetrina la lepre sentiva un uomo al telefono, qualche metro più indietro. Stava pregando qualcuno per avere più tempo. E’ sempre così il tempo: ne butti via un bidone, poi ti accorgi che una goccia vale tutto ciò che hai.

La lepre aveva ripreso il suo cammino e improvvisamente il tempo presente era divenuto più aggressivo, senza ancora pretendere tutta l’attenzione, ma iniziando a volerne un po’.

Ecco che si volta a destra e si lascia la via porticata, una leggera salita, il fiato disegna una nuvola fugace, è buio. Arrivati al cancello la mano estrae le chiavi dalla solita tasca, riconosce al tatto quella giusta che apre la serratura.

Un migliaio di respiri prima il lupo fu colto alla sprovvista dall’improvviso arresto di fronte alla vetrina, ma faceva parte del gioco. Era l’eccitazione che cercava, quella per cui lui stava giocando. Molti avrebbero definito la sua personalità come normale, non che significhi qualcosa, è ovvio. Nessuno è normale, al massimo può aspirare ad essere omologato ai più. Però appariva normale e nessuno notò la sua incertezza, nessuno immaginò che stesse seguendo un uomo che senza avvisaglie aveva prestato attenzione ad una vetrina. Non lo notò l’uomo fuori dalla vetrina, non lo notò l’uomo dentro la vetrina.

La lepre riprese il suo cammino e lui dietro. Era quasi il momento, lo sapeva bene, si era preparato bene, il suo maestro aveva ragione, era maledettamente eccitante e non aveva più paura. Paura di esitare, di non riuscire, paura di pentirsene. No, era vero, solo adesso si sentiva vivo e tra pochi minuti, se fosse andato tutto come doveva, sarebbe stato ancora meglio.

La prima volta non potè portare a termine il suo piano, c’era gente nel cortile, ma fu un bene, perché il dubbio e l’incertezza aumentano il piacere.

Un piacere indispensabile come l’aria da respirare, ormai. L’ultima soluzione per guarirlo da una malattia terribile: la disperazione. Quella peggiore, data dal senso di inutilità, dall’idea di vivere un’ora solo per essere un’ora più vicino alla morte. Sottomesso a persone dal valore miserabile, cosa che rendeva lui stesso ancor più miserabile. Per molti la cura che si era scelto, o meglio che gli era stata proposta, sarebbe inaccettabile, ma forse non sanno esattamente cosa significhi essere realmente irrilevanti. Irrilevanti per chiunque, inutili, innocui. Per una volta non sarebbe stato messo sotto da nessuno. Per una volta lui sarebbe stato onnipotente.

La lepre era stata scelta accuratamente, era anch’egli un uomo inutile, quindi ammazzarlo non era un grave torto e ammazzarlo per qualcosa di valore, come recuperare il proprio gusto per la vita, poteva essere quasi considerato un onore.

Il lupo camminava, sempre più vicino alla trappola e si chiedeva quanti omicidi venivano studiati come il suo, per un fine quasi nobile, da questa incredibile organizzazione di cui non avrebbe mai saputo niente, oltre a conoscere la voce del maestro ed il volto della pedina che lo aveva avvicinato per proporre la cura.

La pedina… quel ragazzetto vestito di stracci, col volto segnato da chissà quali sostanze, forse pagato cinquanta euro per fare da messaggero, forse già morto.

La lepre aveva svoltato, era quasi il momento. Il lupo cercò il coltello nella tasca e ripassò i consigli del maestro: spingerlo dentro il cortile, attendere che si girasse, fissarlo negli occhi solo un istante e subito colpire alla gola, poi via, senza indugio, scomparire nelle viscere vecchie e maleodoranti della città.

“Mi vedranno”, “No nessuno nota niente, ormai, controlli che non ci sia qualcuno sul marciapiede poi te ne vai”, “Ma il dna e le indagini...”, “Non potranno pensare a te, non hai legami, non hai un movente” e così via.

Il maestro era stato convincente, in effetti il lupo non aveva legami con la lepre, altri avevano trovato la vittima giusta per lui, altri lo avevano pedinato per giorni per conoscere le sue abitudini, gente invisibile cosciente che non c’è miglior modo per godere di una cosa del vedere com’è facile perderla.

Poi non era il momento per pensare ai propri dubbi, dopo due anni passati a prelevare il denaro poco alla volta, a sopportare soprusi ed assaporare il momento.

Era pronto, era preparato, era deciso come mai nella sua miserabile esistenza, il cuore batteva forte, il pugno era serrato sul coltello, si era con cautela avvicinato e la lepre stava rovistando nella tasca alla ricerca delle chiavi.

All’improvviso non conta niente altro che il tempo presente.

Il lupo è eccitato il momento è buono, non c’è nessun altro, la lepre ha inserito la chiave nella serratura e aperto il piccolo cancello, bisogna agire, subito!

Una spinta e la vittima è dentro, il coltello è fuori, ma…

Quel rumore improvviso e il tempo quasi fermo. Il lupo capisce che la lepre non è rovinata in terra per sua mano, ma si è spinta in avanti, lasciandosi cadere volontariamente, in modo controllato. E che ha aperto il cancello con la mano sinistra, mentre nella destra ora c’era la pistola, che ha già tuonato.

Il dolore forse è intenso, ma la mente del lupo è troppo stupita, dalla sorpresa e dal volto della lepre che mostra eccitazione, e, inequivocabilmente, un diabolico sorriso.

Mentre il sangue sgorga dal suo ventre il lupo pensa che improvvisamente lui è lepre, e la lepre è lupo e che tutto va come previsto, che lui è sempre stato la lepre. Legittima difesa. Geniale.

Mentre la forza lo abbandona pensa alle parole del maestro: puoi capire il valore della vita quando essa ti lascia, o quando la togli ad altri.

Mentre si accascia al suolo pensa che in quel minuto sono in due, a capire il valore della vita, e solo uno a trarne profitto.

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Segnaliamo qui ciò che vale la pena di notare?

Per ora direi le offerte Amazon su Kindle (PW e Fire), non scaldalose, ma buone, il PW viene 99€ (e 99 cent, maledetti loro).

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Sala da tè / Alza il dito a Trump, e viene licenziata
« il: Novembre 07, 2017, 09:29:56 »
Mmmh....

Link a Il Post

Da una parte non è che questa persona sia una cima di furbizia... dall'altra penso che si possa dire che sia stata licenziata per un "opinione".

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Mondo Kindle / Nuova offerta PW -30€
« il: Ottobre 25, 2017, 12:36:03 »
Anche quest'anno in autunno arriva l'offerta Amazon per il Paperwhite che oggi si può comprare a 99€.

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Sala da tè / La brutta malattia: la solitudine
« il: Settembre 27, 2017, 08:47:37 »
Dalla cronaca: finge cefalea per passare il compleanno in ospedale, anziché da solo.

Link Corriere

Cito un passaggio dal post Facebook di una delle infermiere:

Citazione
Diamo valore a quello che abbiamo e non a quello che ci manca, se avete qualcuno che vi aspetta, qualcuno che vi chiama, che si preoccupa per voi, che vi apprezza e vi ama, amate molto e soprattutto abbiate cura di lui perché siete milionari e non ve ne rendete conto.

Chissà quante persone soffrono in silenzio per questa orrenda malattia. Certo a volte verrebbe da dire che si può provare a risolversela da sé, ma le persone non sono tutte uguali, non è detto che sia facile.

EDIT: Corretto il link.

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Sala da tè / Il sesso spiegato ai bambini
« il: Settembre 05, 2017, 08:47:16 »
Ho appena comprato un libro sull'argomento. Cioè, su come spiegare la cosa ai bambini o, meglio, ai ragazzi.

Mia figlia non fa che chiedere come nascono i bambini ed è logico e naturale che abbia questa curiosità, è il vecchio "da dove vengo?".

E, onestamente, trovo spesso ridicolo che gli adulti fatichino a parlarne ai piccoli o ai ragazzi, pare quasi una cosa di cui vergognarsi, solo che io stesso ho questa difficoltà.

Voi che ne dite?

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Sala da tè / Mindfulness - Cos'è e come funziona
« il: Settembre 05, 2017, 08:31:44 »
L'altro dì passeggiando per i meandri di Feltrinelli, qui a Bologna, mi sono imbattuto in un libro riguardante la "Mindfulness", che secondo Wikipedia sarebbe:

Citazione
Per Mindfulness si intende comunemente una tecnica psicologica di meditazione, sviluppata a partire dai precetti del buddhismo ma privata della componente religiosa, volta a portare l'attenzione del soggetto in maniera non giudicante verso il momento presente.

Ora... è ovvio che nel reparto dedicato a questo tipo di libri il 99% dei testi predica miracoli e promette mirabilie, ma devo ammette che mi ha incuriosito. E' da molto tempo che medito, autonomamente, sulla insufficiente attenzione che dedico al momento presente, e che vedo dedicare, da altri, ad esso.

Siamo sempre più distratti da mille richieste di attenzione, ma non è solo colpa del mondo moderno, è certamente anche colpa nostra.

Voi avete esperienza di questo argomento? Avete testi da consigliare?

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Sala da tè / Saluti vacanzieri e intenzioni di lettura
« il: Luglio 24, 2017, 09:08:46 »
Ciao!

A breve qualcuno (tipo me) andrà in ferie e sarà meno presente sul forum.

Personalmente sarei in ferie tutto il mese di agosto, ma ogni tanto apparirò. Durante le vacanze intendo terminare il secondo capitolo di Shannara (Le Pietre Magiche) che mi piace abbastanza (non è il mio autore preferito, ma rispetto al primo capitolo c'è un passo avanti notevole) e, per completezza attaccare e finire il terzo. Poi di vedrà.

Voi?

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Mi sono imbattuto in questo servizio, che molti di voi probabilmente conoscevano già, ovvero : StreetLib

Chissà perché non ne sapevo nulla... eppure c'entra Narcissus, una nostra conoscenza. Infatti quando ho cercato di iscrivermi è venuto fuori che avevo già un account, sebbene non ricordassi di averlo creato. Evidentemente l'account dello storico forum dove molti di noi si sono incontrati vale anche per l'accesso a StreetLib.

Comunque, se ho ben capito, StreetLib fornisce uno strumento per creare l'ebook (gratis), la sua pubblicazione (gratis, o meglio trattenendosi parte del guadagno) e la possibilità di correggere ed impaginare (a pagamento) il testo.

In particolare mi soffermerei sulla fase di pubblicazione, citando quanto riportato dal sito:

Citazione
SelfPublish è il servizio che ti consente di pubblicare in autonomia le tue opere in formato digitale (ebook) e di metterle in vendita nelle principali librerie online, sia italiane che internazionali.
Per pubblicare e distribuire il tuo ebook via StreetLib non devi sostenere alcun costo.
Il processo di pubblicazione è semplice e rapido, e semplice è la gestione del libro e il controllo delle vendite una volta che l’ebook è stato pubblicato.

Deciderai tu il prezzo di vendita e riceverai da StreetLib il 60% sul prezzo di copertina per ogni ebook venduto.
Il rimanente 40% andrà per il 30% alla libreria online che venderà il tuo libro, e per il 10% a StreetLib per l’attività di distribuzione.
Solo così puoi essere sicuro che noi (il distributore) perseguiamo il tuo stesso interesse di autore: se non guadagni tu, non guadagniamo neanche noi; più guadagni tu, più guadagniamo noi.

StreetLib SelfPublish è il passaggio finale della pubblicazione. Ti ricordiamo che StreetLib mette a tua disposizione tutti i servizi utili a confezionare un libro di qualità: da StreetLib Write per creare il tuo libro digitale a StreetLib Edit per formattarlo in maniera professionale.

Onestamente mi verrebbe voglia di provarlo.

E vorrei capire le esigenze fiscali dietro alla pubblicazione dilettantesca che potrei approcciare io (fingiamo che mi capiti di vendere 10€ di libri...)


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Sala da tè / Gruppo di ascolto per lettori incostanti
« il: Luglio 19, 2017, 08:52:03 »
Faccio outing per primo:

"Ciao a tutti, sono Federico e in questi giorni sto leggendo pochissimo. Spero di incontrare qui altre persone col mio problema e, a piccoli passi, lasciarmelo dietro per iniziare una vita nuova".

In verità nell'ultimo periodo leggo... "abbastanza", sono solo gli ultimi giorni a vedermi pigro, ma colgo l'occasione per far due chiacchiere con voi sull'argomento.

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Fumettologica / Fumetti serie Historica (ed Mondadori)
« il: Giugno 01, 2017, 09:15:00 »
Ho scoperto questa "serie", scritto tra virgolette perché in verità i prodotti sono assolutamente a sé stanti, quindi dovrei che ho scoperto un prodotto editoriale.

Si tratta di fumetti di disegnatori diversi aventi ambientazione storica e, talvolta, vera e propria valenza storica. Mi spiego meglio: ho comprato due fumetti dedicati ad un personaggio di fantasia, Bruce Hawker, ed uno su Kennedy. I primi due presentano un'ambientazione fedele e precisa, ma una storia inventata. Il terzo, che ancora non ho letto, è però certamente storico in modo più approfondito.

Di seguito le recensioni

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Musica / Addio a Ikutaro Kakehashi, genio fondatore della Roland
« il: Aprile 06, 2017, 17:18:11 »
http://www.hwupgrade.it/articoli/multimedia/4880/addio-a-ikutaro-kakehashi-padre-degli-strumenti-roland-e-in-buona-parte-anche-del-midi_index.html

Personaggio poco chiacchierato, ma fondamentale per la musica dagli anni 80 in avanti. L'articolo riportato è molto interessante.

In breve costui ha creato la prima drum machine a transistor (non processori, solo transistor) realmente interessante ed utilizzata da molti artisti, poi ha fondato la Roland, azienda di primissima rilevanza sia col suo marchio che con i controllati (Boss) ed ha dato una spinta indispensabile al MIDI, lo standard di collegamento tra strumenti, accessori, eccetera.


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Sala da tè / Il blocco del lettore: quando non ci va di leggere
« il: Marzo 21, 2017, 09:04:32 »
Capita a tutti, credo. A volte è solo un periodo, in cui vogliamo altro, a volte diventa un periodo lungo. Può capitare perchè si è mentalmente stanchi, perché non ci sono le condizioni ambientali giuste, perché è un momento della nostra vita in cui quel genere di raccoglimento non è possibile.

Raccontate le vostre esperienze di blocco.

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Sala da tè / Ambiente e contesto per la lettura
« il: Marzo 20, 2017, 12:46:40 »
Ieri sera ho voluto esagerare. La bimba era a letto e in salotto ho abbassato le luci, avviato un disco ambient-new age, acceso il fornello per essenze, caricato con qualche grano di mirra, versato un dito abbondante di Courvoisier VSOP nell'opportuno bicchiere e... via a leggere.

Sono molti anni che non mi impegno più nel creare un buon contesto, questa è stata un'eccezione, ma non dimentico mai quando lo facevo in modo assolutamente professionale, addirittura usando un buon vinile come sottofondo, candelieri per illuminare e mi immergevo in un pauroso racconto di Lovecraft.

Voi?

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Sala da tè / Voi immaginate? Luoghi, volti...
« il: Marzo 20, 2017, 12:31:22 »
Ricordo che da ragazzo leggere Dragonlance creava nella mia personale sala proiezioni (la capoccia) una cornucopia di immagini. Luoghi, personaggi, azioni.

Oggi trovo molto più difficile definire per immagini ciò che leggo. Procedo nel racconto e senz'altro ho in mente concetti, eventi, sensazioni, ma non un film.

Com'è per voi? Avete la capacità o l'istinto di pennellare immagini di personaggi e "vedere" i luoghi?

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Sala da tè / Si legge poco: perché?
« il: Marzo 20, 2017, 09:15:10 »
Conosco persone che leggono un libro all'anno, altre che dicono di non leggere affatto. Non sempre si tratta di persone che hanno carenze lessicali o denunciano evidenti lacune educative.

Perché si legge poco, o meglio... perché si leggono pochi libri?

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Da qualche anno è disponibile, edita da BUR, questa nuova versione. Se ne parla in un sito che pare sapere qualcosa in proposito:

http://premiogorky.com/it/books/new-translations/stefano-garzonio/100

E' sempre un ginepraio comprendere quale sia la traduzione più adatta, anche perché il metro stesso cambia nel tempo, ma pare che questa sia ben eseguita.

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Novità ed eventi / Festa del papà - regalare libri "importanti"
« il: Marzo 16, 2017, 10:43:55 »
Ed a anche quest'anno arriva la festa del papà. Ed anche quest'anno nel mondo là fuori ci sono le solite polemiche... è una festa commerciale e cose simili.

Homo Readens non sono io, quindi ciascuno la pensi come vuole e lo esprima, se vuole, ma personalmente penso che il bello sia negli occhi di chi guarda. C'è chi va di corsa a comprare l'ultimo gadget perchè è doveroso fare un regalo importante, c'è chi, come me, è felice di ricevere un disegno fatto da sua figlia e una torta, o fare una gita con la famiglia.

La festa, come tutti i giorni in cui si ricorda qualcosa, è uno specchio. Ci riflette, perché diventa bella o brutta a seconda di come la vediamo e delle nostre esperienze. Però è anche l'occasione per immergersi in un viaggio nel tempo, per comprendere ciò che viene celebrato, resuscitare coloro che ne sono stati protagonisti, completare ed accrescere noi stessi se siamo parte in causa.

Ecco perché invece che consigliare rasoi, orologi o libri "qualunque", vorrei raccogliere suggerimenti su biografie di padri, storie di famiglie e di uomini che abbiano preso in mano il loro ruolo e siano un esempio, o anche solo una fonte di introspezione. Uomini e padri da ricordare.

Vorrei regalare un libro così a mio padre, ma lui non c'è più da dodici anni e, ancora, a pensarci mi luccicano gli occhi. Allora lo regalerei a me, per cercare di essere almeno la metà di ciò che lui è stato.

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Novità ed eventi / Chiude l'ultima libreria Fanucci
« il: Marzo 15, 2017, 09:17:32 »
Riporto dal sito libreriefanucci

Citazione
CHIUSURA DELLA LIBRERIA FANUCCI A VIA DI VIGNA STELLUTI, 162 A ROMA

Care lettrici e lettori, amici e librai,

il triste giorno alla fine è arrivato. Dopo la cessione della mia libreria a piazza Madama lo scorso Febbraio, ho deciso di chiudere dopo sei anni la mia seconda e ultima libreria a Roma, quella in via di Vigna Stelluti, 162.
Tramonta così dopo quasi tredici anni, la mia avventura imprenditoriale sul retail del libro che mi ha regalato momenti di soddisfazioni come anche di grande desolazione.
Il lavoro da libraio indipendente è sempre di più un lavoro di sacrifici e con uno scopo che non è certo il profitto, anzi i soldi nel cassetto sono sempre meno e le ore di apertura sempre maggiori. L’arrivo delle librerie on line, lo strapotere di Amazon, gli allegati ai giornali delle edicole, i libri digitali, le promozioni fantasiose dei 2x1, le librerie di catena in economia di scala e via dicendo, hanno contribuito di giorno in giorno a snaturare la figura del libraio indipendente facendogli perdere sempre di più quel ruolo determinante e imprescindibile nella filiera culturale. Oggi sono sempre meno e a Roma in un calo senza precedenti.
Fin dai primi mesi dalla sua apertura, gli abitanti della zona non hanno risposto in modo particolarmente entusiasta, come a sottolineare che a Roma nord si legge poco, e Vittorio Emiliani ci disse che non avevamo “aperto una libreria ma iniziato una missione”. Ed è stato così, sei anni di fatica, di ricerca di formule che risvegliassero un’area di Roma sprovvista di librerie, dove è impossibile parcheggiare (i negozianti della via si sono opposti a cinque anni di lavori per creare parcheggi sotto Largo di Vigna Stelluti, dimostrando una miopia ostinata e portando motivazioni da vecchia Repubblica) a combattere tra negozi di abbigliamento, scarpe e intimo come a dire che l’estetica supera di gran lunga l’interiorità, della serie meglio un corpo ben vestito che una mente ben fornita.
Ho preso un locale che era fatiscente, senza luce, con una scala per scendere che ci voleva un paracadute, un piano d’ingresso minuscolo e un piano inferiore che era un magazzino senza pavimento e pieno di ferro vecchio. L’ho trasformato in una delle più belle librerie di Roma, da 100 mq di negozio a 400 mq, con uno spazio per ragazzi di oltre 80 mq che da solo vale una libreria. Scaffali chiari ed eleganti, servizio della reperibilità dei libri in 24/48 ore, gentilezza e disponibilità, oltre 30mila titoli presenti… nulla è bastato a convincere i proprietari delle mura che il libro non ha i margini di un vestito, che il quartiere aveva bisogno di una libreria del genere e che la cultura passa per una presa di coscienza che deve essere collettiva e non solo di poche persone illuminate.
Non ce l’ho fatta. Le lettrici e i lettori del quartiere che ringrazio di cuore - anche a nomi dei librai che hanno lavorato con me per questi sei anni, Romano Castellani il direttore in testa ma anche tutti gli altri, - non sono stati sufficienti, i costi troppo cari e una zona in depressione hanno fatto il resto.
Tant’è. Forse ci rifaremo altrove, o forse no. Oggi il mio più grande ringraziamento va a chi è stato con me per tutti questi anni, i miei librai, che hanno condiviso milioni di pagine con i lettori, hanno creduto in un progetto e non si sono mai tirati indietro.
Anche ai lettori dico grazie, non perdetevi d’animo, la nostra passione comune per il libro troverà sicuramente un altro luogo e un altro momento per essere vissuta; per ora lasciamoci così, come due compagni di viaggio che si stringono la mano e guardandosi negli occhi, si sorridono. Stare insieme in questi anni è stato bello e ci ha arricchito un po’ di più. Questo è il ricordo che porterò con me e spero lo farete anche voi, tutti.

Arrivederci
Sergio Fanucci

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Sala da tè / Stralci e citazioni degni di nota
« il: Marzo 14, 2017, 15:28:51 »
Gradirei innaugurare un topic che raccolga perle, gemme ed altri preziosi dai testi che stiamo leggendo. Vi pregherei di indicare sempre la traduzone, laddove applicabile.

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