Autore Topic: Il formato digitale riduce attenzione e valorizzazione  (Letto 3924 volte)

Caramon77

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Il formato digitale riduce attenzione e valorizzazione
« il: Maggio 18, 2015, 10:20:30 »
Secondo la dott.ssa Naomi Baron (executive director del Center for Teaching, Research and Learning dell’American University di Washington), la natura digitale dell'ebook cambia il rapporto col testo. Soprattutto i più giovani tendono a trattarlo come altri contenuti veicolati, per esempio, via internet. Letture brevi, ricerca di parole chiave, scarso rapporto col libro in quanto oggetto da valorizzare, approccio usa e getta.

Maggiori approfondimenti su un articolo de La Stampa, QUI.

Cito un passaggio interessante :

"la diffusione degli strumenti digitali trasforma le abitudini di lettura degli studenti, che si modellano sempre più su quelle che tali supporti diffondono: testi brevi, da scorrere per cercare informazioni specifiche o per approfondimenti e non troppo complessi, adatti a una lettura usa e getta. Baron lamenta, da docente, come questi formati disabituino gli studenti all’attenzione necessaria per testi lunghi (obbligando docenti e editoria a puntare su testi sempre più brevi per non perdere una rilevante fetta di mercato)"
Per lui ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser più ricatturato.


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lori

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Re:Il formato digitale riduce attenzione e valorizzazione
« Risposta #1 il: Giugno 04, 2015, 21:52:48 »
Leggo adesso e rispondo.

Non sono d'accordo con le affermazioni sugli ebook. Ma se vado come una lumaca! 

Per ricordarmi, penetrare bene il testo ecc.... in ogni modo conferma che non faccio più parte dei “soprattutto i più giovani”. Prima o poi doveva capitare :shock: :sad: :smile:.

Caramon77

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Re:Il formato digitale riduce attenzione e valorizzazione
« Risposta #2 il: Giugno 05, 2015, 10:13:51 »
E però innegabile che lo stile comunicativo stia cambiando. Ferme restando le produzioni cartacee che posso proseguire la tradizione dell'approfondita disamina (oppure no) i contenuti web tendono, effettivamente, a funzionare per keywords, paragrafi brevi e sintesi (con eventuale approfondimento a richiesta).

Non tutti i contenuti sono così, ovviamente, ma una parte si e un tempo non esistevano.

Anche io tento di leggere lentamente ed assorbire tutto (ora).
Per lui ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser più ricatturato.


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Indiana Joe

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Re:Il formato digitale riduce attenzione e valorizzazione
« Risposta #3 il: Giugno 05, 2015, 12:31:49 »
Tempo fa Paolo Attivissimo si chiedeva se leggere su uno schermo ci renda stupidi (qui).

Cito:
Citazione
Una possibile spiegazione, riassunta su Discover, è che la lettura non è un processo astratto di semplice ingestione di parole: il suo contorno influisce sui processi cognitivi. Per esempio, si è visto che un font poco leggibile paradossalmente migliora la comprensione del testo. È come se il cervello, facendo fatica a leggere le lettere, si attivasse maggiormente per capire meglio anche il senso di quelle lettere. Invece un testo scritto in un font ad alta leggibilità viene analizzato più superficialmente.

Inoltre si sostiene che un libro cartaceo offre stimoli sensoriali che mancano quando si usa uno schermo: il suo peso lo rende subliminalmente più importante rispetto a una pagina eterea sullo schermo di un tablet, il suo spessore ci dice a che punto siamo del testo e la sua suddivisione in pagine fisiche ci offre una chiara mappa spaziale delle informazioni. Sappiamo tutti come si sfoglia un libro, perché c'è uno standard unico: per contro, manipolare uno schermo, con i suoi comandi non sempre intuitivi e differenti da un dispositivo all'altro, è una distrazione che ostacola la comprensione. L'interfaccia standardizzata e intuitiva, insomma, è fondamentale.
"Boa é a vida, mas melhor é o vinho" - Fernando Pessoa

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Re:Il formato digitale riduce attenzione e valorizzazione
« Risposta #4 il: Giugno 05, 2015, 21:56:05 »
In parte la mia risposta era scherzosa. L'ideina, in fondo banale, è che fra i vari device un buon e-reader ti offre l'esperienza meno diversa da quella di aprire un libro cartaceo e metterti a leggere. Proprio perché è dedicato, fa una sola cosa e cerca di non distrarti. Qui i "cattivi" sono smartphone e tablet.

Piccole cose che vanno a posto: credo che a nessuno piaccia lo scrolling della pagina in pdf con il ditino, personalmente sono contenta se l'e-reader mi ricorda "anche" che sono a pag. 38 su 156 (quelle progress bar, mah) … "Bells & whistles", perché dovrebbe dirmi quanto ci metterò a finire un romanzo, lui che ne sa? :p