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Caramon77

  • Supremo Guardiano della Cambusa
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Letto, in poco tempo, questo racconto di una quarantina di pagine. Pur avendo una raccolta di racconti delle Newton Compton, ho preferito reperire la versione gratuita disponibile su LiberLiber. Questo perché la versione a pagamento presentava alcuni (pochi, in verità, ma fastidiosi) refusi, che la versione gratuita non presenta.

Il lavoro di impaginazione e correzione delle persone che hanno confezionato tale versione è, infatti, ammirevole.

L'autore, come detto, è Edgar Allan Poe e il traduttore è Delfino Cinelli.

In breve si tratta di un racconto nel racconto. Il narratore è prima una persona che viene guidata ad osservare dall'alto l'enorme gorgo, che lui chiama Maelstrom. Viene guidata da un marinaio, che, avendo vissuto un'orrida avventura, proprio in relazione al gorgo, diviene egli stesso narratore.

Lo stile è rapido e asciutto, tipico di Poe, da quanto ho letto sinora. A differenza degli altri autori romantici non si perde in elucubrazioni, descrizioni infinite, prolissità. Certamente è figlio del suo tempo, pertanto il racconto presenta tracce di ciò, ma sono inserite in uno svolgimento ed un ritmo già moderni.

Quello che è meno attuale è l'orrore. E' necessario ricordare che, da allora, ci sono stati presentati orrori sempre più estremi, più espliciti, più bestiali. Dobbiamo fare un passo indietro, viaggiare nel tempo e cancellare le influenze che cinema e letteratura estrema hanno avuto sulla nostra mente, ormai poco impressionabile.

Se riusciamo, e Poe ci aiuta, a calarci nell'orrore, quello vero, di una invincibile forza della natura, così potente da apparire demoniaca, così implacabile da farci apparire meno di nulla, ecco che il mare onnipotente e pericoloso è più orrido di uno zombie, di un alieno, di Krueger, di ogni cosa.

Il Maestro ci trascina in un incubo che non è solo invincibile, non è solo inevitabile, ma anche orrendamente lento. Naturalmente non è lenta la furia, al contrario. E' lenta la discesa, sempre più giù, nelle viscere dell'abisso.

Mi è piaciuto. Se vogliamo trovare appunti direi che ho trovato strano il finale, molto secco, inatteso, immediato, quasi a dirci che l'autore si era stancato di scrivere, ma è una mia sensazione.

Trattasi di meno di un'ora di lettura. Obbligatorio, direi.
Per lui ogni goccia che cadeva era un attimo che moriva. Sentiva il tempo scorrere dentro di lui, e ogni istante non poteva esser più ricatturato.


Al mondo ci sono solo 10 tipi di persone: quelli che capiscono il codice binario e quelli che non lo capiscono.