Homo Readens
Categoria Generale => Sala da tè => Topic aperto da: Caramon77 - Settembre 05, 2017, 08:47:16
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Ho appena comprato un libro sull'argomento. Cioè, su come spiegare la cosa ai bambini o, meglio, ai ragazzi.
Mia figlia non fa che chiedere come nascono i bambini ed è logico e naturale che abbia questa curiosità , è il vecchio "da dove vengo?".
E, onestamente, trovo spesso ridicolo che gli adulti fatichino a parlarne ai piccoli o ai ragazzi, pare quasi una cosa di cui vergognarsi, solo che io stesso ho questa difficoltà .
Voi che ne dite?
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Non ho particolari consigli da darti, dal momento che il mio ragazzino non ha ancora cominciato a fare domande sull'argomento, ma se la tua ha cominciato, vuol dire che è pronta😉. E secondo me hai fatto benissimo a comprare il libro. Studiatelo tutti e tre insieme, e siate naturali. Non c'è proprio niente di cui vergognarsi, ed è molto meglio che imparino tutto sul sesso, prima di ritrovarsi a quindici anni e credere ancora alla cicogna 😄. Soprattutto per una femminuccia, è importante sapere che non resterà incinta con un bacio..
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Concordo. Per ora non siamo alla fase "come si concepiscono", ma solo "come nascono". In verità qualche risposta l'abbiamo già data, introducendo il concetto di "canale del parto" che è, per ora, sufficientemente tecnico, come termine, da poterne parlare serenamente.
E' curioso come tutto ciò sia complicato.
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Pensavo...è strano come noi adulti ci lasciamo governare dal pudore quando affrontiamo argomenti "scottanti" con i nostri bambini, poi, quando dobbiamo evitare certi atteggiamenti...leggeri...con l'altro sesso 😷, diventiamo improvvisamente disinvolti..
P.s. I miei genitori mi comprarono un libro bellissimo, con disegni grandi e colorati, che parte dall'incontro amoroso di una simpatica coppietta, fino al momento del parto, pagina in cui il piccolo lettore "estrae" letteralmente il cartoncino con la testa del bambino dalla pancia della mamma 😄 . Era bellissimo, era tutto spiegato con grande semplicità e naturalezza 😊.
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Nascono da un grande atto d'amore come la seguente storiellina rivelerà :
un piccolo nativo americano ("indiano d'America" vers. politically correct 1.0) chiede alla madre: "Mamma, mamma... perché il mio amichetto Aquila bianca" si chiama così?"; "Perché quando è stato concepito, una grande aquila bianca stava volando nel cielo, piccolo mio" risponde la brava donna; "E perché il mio amichetto Cavallo selvaggio si chiama così?"; "Perché quando è stato concepito, nel villaggio è passato un cavallo selvaggio al galoppo"; "E perchè il mio amich..."; "Ora basta... è quasi notte... vai a prepararti per dormire, Preservativo bucato"...
:rotfl:
In conclusione: le mie bambine vanno a scuola dalle pinguine... che si divertano loro a spiegarglielo
:rotfl: :rotfl: :rotfl:
Più seriamente: non ho avuto poi molti problemi in merito :smile:
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Per quanto mi riguarda non ho avuto grandi problemi a spiegargli la parte meccanica, ma poi lui (che da noi è stato adottato) mi ha chiesto se tutti i bambini, una volta nati, vanno in istituto... è stata la domanda a cui ho fatto più fatica a rispondere.
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Effettivamente...
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È passato molto tempo, ma mi siete tornati in mente perché siamo di recente andati a Londra e, nel museo di storia naturale, abbiamo trovato il reparto dedicato ai mammiferi, con spiegazioni come nell’immagine allegata. A quanto pare gli inglesi non sono molto in imbarazzo sull’argomento...
(https://uploads.tapatalk-cdn.com/20180627/ef61145e4b911bd3804fec0203eb6599.jpg)
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Piano piano, forse, anche noi ci libereremo da certi imbarazzi. Sarà meglio? Sarà peggio? Non lo so, solo il tempo ce lo dirà !
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So solo che il mio cucciolo sembrava turbato, noi abbiamo pensato che fosse perché la pancia disegnata, e in cui lui sa di essere stato, sa che non è la mia. Ma questo è un altro discorso.
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Non è detto che fosse per questo. Forse era solo turbato per la obiettiva stranezza della procedura riproduttiva dei mammiferi.
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Non ho figlie ne figli, ma (arrogantemente) mi sento di dire una cosa - quando parlate con i bambini mantenete il discorso chiaro, prestate attenzione e siate inquisitivi su cosa pensano di ogni singolo concetto espresso e cercate di evitare pause imbarazzate e omissis.
Non so perché ma (nonostante il mio stile di vita sia tutto fuorché amichevole ed esemplare) attiro cani e bambini come un magnete al neodimio tira bulloni.
E non amo particolarmente nessuna delle due categorie (capiamoci - non mangio cani né bambini né li odio, ma i tempi di esposizione che sono in grado di tollerare sono relativamente bassi)
I discorsi troppo lenti e ampollosi stancano il sistema bambino in fretta (si perde il beneficio di parlar loro di qualcosa), i silenzi imbarazzati sono pericolosi (immaginate ogni bambino come un fucile mitragliatore su una torretta: o acchiappate al volo i proiettili e bloccate la canna, o verrete sommersi da una pletora di questioni e sottoquestioni collegate e non) e gli omissis sono dei pericolosi boomerang (se omettete palesemente di rispondere, state certi che la domanda tornerà fuori nei momenti strategicamente peggiori e più imbarazzanti come andando in chiesa, alla riunione di famiglia, o a casa di amici. Rispondete, e controllate di aver veramente dato tutto quello che c'é da dare prima di chiudere un discorso)
Mantenete il dialogo vivo, se il bambino pausa pausate anche voi e soprattutto cercate di divertirvi.
L'umore del momento è altrettanto se non più importante del tempo e del luogo per conversazioni del genere.
E soprattutto non evitate il contatto oculare. Altrimenti gli adorati pargoli potrebbero mangiarvi il cuore (ovviamente scherzo).
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Forse era solo turbato per la obiettiva stranezza della procedura riproduttiva dei mammiferi.
Può essere. Non siamo riusciti a indagare, anche perché lui a domanda non risponde; bisogna cercare di indovinare chiedendogli direttamente se sta pensando alla tal cosa, ma se ci si sbaglia si rischia di mettergli in bocca parole non sue.